Chi mi conosce, sa che faccio l’avvocato. Mi occupo di diritto amministrativo, cosa che mi porta a frequentare, oltre al TAR anche i giudici civili e penali. Per gli operatori del settore è evidente il collasso del sistema giudiziario. Per fortuna non tutti i cittadini ne hanno contezza. Ma lo scontro con la realtà è duro, quando non si può far a meno di rivolgersi a un giudice. Un esempio per tutti. Tribunale di Siena, causa avviata nel 2012, in cui io assisto alcuni dei chiamati in causa. Nella causa ritengo che i mei clienti abbiano ragione. Ma prescindiamone un secondo. Dopo vari rinvii per chiamate in causa e tentativi di accordo, disposte le prove, l’attore tenta di opporsi alle testimonianze e chiede una revisione dell’ordinanza che l’aveva disposta. Il Giudice chiude l’udienza riservandosi di decidere in merito per il proseguo del giudizio. Siamo al 19 giugno 2017 Dopodiché il…

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Dal momento che Draghi sta dando l’illusione di poter riformare qualcosa in Italia, vi prego, mettiamo mani anche alla giustizia civile. Ho appena ricevuto una notifica dalla Corte d’Appello di Firenze per l’ennesimo spostamento della prima udienza di un appello depositato a gennaio del 2018. Il rinvio è per ottobre 2021. Segnalo, per non gli addetti al mestiere, che in Italia, su pressioni della UE (allora CEE) abbiamo dovuto approvare una legge che disponesse il risarcimento per l’eccessiva durata dei processi. La c.d. Legge Pinto, fissa in 3 anni la durata massima del primo grado e in 2 anni l’appello. Nel mio caso, il primo grado, a Siena, è durato 4 anni e nell’appello, forse, riuscirò a incontrare i Giudici per la prima volta dopo 3 anni e mezzo. Con buona probabilità la sentenza l’avrò nel 2023, dopo 5 anni dall’appello e 10 anni dall’inizio della causa in Tribunale Siamo…

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Al di là di tutto, oltre ogni appartenenza e credo, il discorso di Draghi ha avuto il merito di dare nuovamente importanza al pensiero e alla sua espressione corretta e ordinata. La banalità del pensiero ragionato, di una visione, condivisibile o meno che fosse, mi ha fatto ricordare, in un attimo, quanto ci siamo persi e ci stavamo perdendo in questi anni mediocri. Viva la competenza!

Anno, portami lontano dalle cose ripetute fai che non sia vano il restare solo e consenti il volo alle cose perdute Carlo Levi, 1 gennaio 1935

Un bell’auspicio per il 2021! Sister Elena ci riporta in un secondo al bello è complicato mondo che fu, nella speranza che torni a riesserlo il prima possibile. Perché non è andato bene un cazzo di nulla (o quasi) Viva la vita! Buon 2021! ????

Girellando su twitter, mentre aspettavo di essere collegato per una pressoché inutile udienza in remoto al Consiglio di Stato, mi sono imbattuto in questo perla (sciupata solo dalla ripetizione della cabina telefonica). Buon divertimento

Mi è capitato leggere questa intervista a Marco Cappato di una giovanissima aspirante giornalista, che vi consiglio di seguire su Twitter, a riprova della freschezza delle energie dei giovani, fuori dalla novella dominante. Lo spessore morale di Marco Cappato è indiscutibile e questo paese ha un debito profondo di riconoscenza nei suoi confronti, anche solo per la ostinazione con cui sta portando avanti la campagna sul diritto a una fine vita dignitosa. Anche questa nuova campagna mi pare interessantissima e credo che prima o poi si dovrà affrontare la questione con la dovuta attenzione. La trasparenza è la base della democrazia. Distingue le tirannie dalle democrazie e rappresenta un pilastro della nostra legislazione che governa l’azione amministrativa, perché è lo strumento attraverso il quale poter verificare che l’azione amministrativa rimanga all’interno dei limiti della norma attributiva del potere. In nome della trasparenza, è stato disciplinato per legge l’accesso agli atti…

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In questi giorni David Allegranti, che normalmente si è occupa egregiamente di cronaca politica, sta portando avanti sulla sua newsletter Il Machiavello (abbonatevi! Bastano 34€ l’anno) una campagna per tenere alta l’attenzione sull’atroce morte di Samuel Paty, professore di liceo sgozzato per mano di folle islamista Ceceno, solo per aver mostrato in classe le vignette su Maometto. Non si tratta, infatti, di limitarsi a condannare l’atroce delitto. Qui è in gioco la libertà di espressione e, soprattutto, il principio della laicità dello Stato. La Francia ha affrontato la sfida di petto, con il Presidente Macron che ha organizzato una toccante cerimonia alla Sorbonne sulle note di “One” degli U2, volute dalla famiglia, e ha pronunciato inequivocabili parole di contrasto al fondamentalismo islamico, in favore dello Stato laico e della libertà di insegnamento, parce qu’en France, les Lumières ne s’éteignent jamais Emmanuel Macron In Italia se ne è parlato pochissimo. I nostri…

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