Vi segnalo questo interessante articolo su una possibile riforma strutturale nella gestione delle cattedre su Domani Perché il toro va preso per le corna!

Qualcosa si sta muovendo. È stato sventato il tentativo di non affrontare nel merito gli effetti della riforma. Fatta fuori la foglia di fico della riduzione dei costi della politica, sono emerse tutte le storture di una modifica zoppa della Carta costituzionale, che va a incidere solo sul numero dei parlamentari – riducendo così la rappresentanza – senza garantire una maggiore efficienza del Parlamento, restando immutato il bicameralismo perfetto. Si è correttamente osservato, anzi, che la riduzione del numero non solo avrebbe pesanti conseguenze sulla funzionalità delle Commissioni, ma non garantirebbe nemmeno un miglioramento qualitativo dei rappresentati. Ciò che più mi fa sperare è, però. il corsivo di Zagrebelsky, uscito oggi su La Stampa. Il prode costituzionalista, infatti, dopo aver pubblica su La Repubblica un folle articolo in cui, per non sposare il NO, aveva fatto una gran confusione cercando di mettere entrambe le posizioni sullo stesso piano, oggi pare…

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Prosegue la corsa a chi la spara più grossa nel tentativo di trovare giustificazione a una riforma costituzionale nata male, e che sta finendo peggio. È stato dimostrato che le ragioni di riduzione di spesa sono risibili. Non credo vi sia altro di aggiungere sul punto all’ottimo intervento televisivo di Simone Baldelli, che, dopo aver messo il prof. Ceccanti di fronte alle sue stesse parole, ha concluso in maniera lapidaria sul fatto che convenga mantenere il “bonus democrazia”, magari compensando il maggior costo con l’abolizione del “bonus monopattino” (qui trovate l’intervento). Venuta meno la giustificazione populista degli ex apritori di scatolette di tonno, e con la crescita del fronte del no, gli intellettuali sono stati tutti mobilitati per cercare ex post un senso a questa riforma, anche se questa riforma un senso non ce l’ha (semi cit.). L’ultimo in ordine di tempo è l’intervento di Ainis, su La Repubblica di…

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Quale occasione migliore per far debuttare la versione 3.0 di partecipazione se non la votazione per il referendum costituzionale del 20/21 settembre

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