Prosegue la corsa a chi la spara più grossa nel tentativo di trovare giustificazione a una riforma costituzionale nata male, e che sta finendo peggio. È stato dimostrato che le ragioni di riduzione di spesa sono risibili. Non credo vi sia altro di aggiungere sul punto all’ottimo intervento televisivo di Simone Baldelli, che, dopo aver messo il prof. Ceccanti di fronte alle sue stesse parole, ha concluso in maniera lapidaria sul fatto che convenga mantenere il “bonus democrazia”, magari compensando il maggior costo con l’abolizione del “bonus monopattino” (qui trovate l’intervento). Venuta meno la giustificazione populista degli ex apritori di scatolette di tonno, e con la crescita del fronte del no, gli intellettuali sono stati tutti mobilitati per cercare ex post un senso a questa riforma, anche se questa riforma un senso non ce l’ha (semi cit.). L’ultimo in ordine di tempo è l’intervento di Ainis, su La Repubblica di…

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Io la penso come Orfini: la colpa del PD è di aver barattato con i 5s una pessima riforma costituzionale per rimanere al governo. Gli hanno promesso una riforma organica, e poi hanno ottenuto solo la riduzione dei parlamentari, non solo inutile ma dannosa se non inserita in un contesto di riforma più complessa. Gli elettori del PD se ne stanno accorgendo e si stanno orientando per il NO. Temo che prevarrà il SI. Ma non mi arrendo. Credo che le persone debbano essere bene informate per poter decidere. Occorre abbandonare le decisioni per bande e ragionare con la propria testa, perché quando si tocca la Costituzione quello che è in gioco e il futuro democratico del paese. Specie quando si va a mettere mano al principale organo costituzionale rappresentativo, perché votato direttamente dai cittadini. Quando Travaglio e uno Zagrebelsky in mala fede (l’affermazione sull’esistenza del bicameralismo perfetto in Francia…

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