Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

06 febbraio
Commenti disabilitati

Caro Serra ti scrivo (così mi sfogo un po’)

Ho aspettato, fiducioso.

Speravo almeno in una smentita da parte dell’ennesimo “incompreso”.

Confidavo che almeno l’amico (e finanziato) ne prendesse le distanze.

Fino all’ultimo ho sperato che almeno l’Associazione Nazionale Forense restituisse al mittente la dichiarazione e ne spiegasse il motivo.

Invece niente, le allucinanti dichiarazioni di Serra hanno trovato una secca risposta solo dall’ordine di Firenze, sia pur rimbalzata sul sito dell’Associazione Nazionale.

Per il resto, silenzio. Soprattutto un imbarazzante silenzio da parte di un Renzi, che delle dichiarazioni di Serra ha fatto  il suo cavallo di battaglia.

Eppure qualcuno gliele avrà fatte leggere. Non era difficile trovarle, visto che erano a pagina 3 dell’edizione nazionale de La Repubblica!

Allora, permettetemi almeno qualche precisazione, a sostegno della categoria e a beneficio di chi, vivendo le cose dall’esterno, potrebbe essere portato a dar fiducia a dichiarazioni così populiste.

Innanzitutto, usciamo subito da questa odiosa metafora: chi ha avuto un parente, un amico o solo un conoscente malato di cancro sa quanto sia spietata e straziante questa malattia e quanto dolore infligga. Per cui, trovo un profondo fastidio per chi usa il termine in senso metaforico, specie se riferito ad altre persone.

Secondo Serra la causa di tutti i mali sono gli avvocati, che sono troppi. Per come riportato nell’articolo, il ragionamento semplicistico è il seguente: le leggi sul lavoro sono troppe, non ci capisce niente nessuno, solo gli avvocati ci capiscono, ma anche gli avvocati sono troppi, per cui le cose non funzionano perché, per farli lavorare tutti, il sistema va in tilt.

E’ troppo facile obiettare.

1) A quanto mi risulta, se vogliamo parlare del mondo del lavoro, il ruolo fondamentale lo hanno i sindacati e i magistrati, gli unici che hanno il potere, prima, con la contrattazione, e dopo, con i loro provvedimenti, di incidere sui contratti di lavoro. Nel gioco delle parti, la funzione degli avvocati è solo quella di aiutare le persone a tutelare i propri diritti, assistendole in un processo davanti a un giudice terzo, ma non hanno alcun poter decisionale;

2) il problema è esattamente l’opposto: da tempo, non riuscendo a far funzionare la macchina della Giustizia, in Italia si sta cercando di impedirne l’accesso, introducendo tutta una serie di ostacoli procedurali, ma, soprattutto economici – ancor più odiosi, perché discriminanti in base al reddito – con un chiaro (ma mai dichiarato) intento deflattivo. Sappiate che se vi espropriano un terreno, per fare ricorso (e per impugnare ogni provvedimento successivo dello stesso procedimento) indipendentemente dal valore della causa, dovete pagare allo Stato un contributo di 1.800 €. Per gli appalti, si parla di 2.000/4.000 e 6.000 €, e il primo scaglione riguarda le cause di valore inferiore a 200.000 €, il secondo quelle fine a un milione. E se gli scaglioni vi sembrano alti, sappiate che vanno calcolati non sul potenziale utile dell’appalto, ma sul valore dei lavori o dei servizi messi a gara.

Se non vi basta, tenete conto che, per l’appello, i contributi sono aumentati della metà.

La marca per l’iscrizione a ruolo nei giudizi civili è passata, in un colpo solo, da 8 a 27 €, con un aumento superiore al 300 %.

Ora sappiate anche che, di fronte alle proteste, il Ministro della Giustizia francese ha eliminato un sistema simile per cui, per il primo grado si pagava 35 € e 135 € per l’appello.

Queste le motivazioni dichiarate alla stampa:«L’instaurazione, ad opera del precedente Governo, del contributo per l’aiuto giurisdizionale di 35 euro, esigibile per ogni domanda giudiziaria, al fine di finanziare l’aiuto giurisdizionale, ha avuto, quale propria conseguenza, quella di penalizzare le posizioni più vulnerabili di chi chiede giustizia.

Rendendo oneroso l’accesso al giudice, questa imposta di 35 euro ha comportato una incontestabile diminuzione dell’accesso alla giustizia da parte dei soggetti caduti sotto la soglia della povertà, nonostante i casi d’esenzione a cui era ispirata la contribuzione per l’aiuto giudiziario.

Il contenzioso in materia di lavoro, famiglia, locazione e il contenzioso amministrativo sono stati particolarmente colpiti.

Il Guardasigilli intende ristabilire il legame tra chi chiede giustizia e l’istituzione giudiziaria, onde favorire una giustizia «di prossimità» accessibile al più grande numero di cittadini, nell’insieme complessivo del sistema giurisdizionale».

Che differenza!

3) in ultimo, per sfatare il mito del “causa che pende, causa che rende”, secondo cui i processi durano tanto a causa degli avvocati, che così possono continuare a chiedere soldi ai clienti, sappiate che a Firenze vi conviene vincere in primo grado – e sto parlando adesso della giustizia civile -, perché se dovete fare appello e lo depositate oggi, fino al 2024/2025 (non ho scritto male, fa più di dieci anni) non sarà preso in considerazione!! Troppi arretrati. E la crescita è esponenziale, perché la Corte, ogni anno, accumula un arretrato di 1/3 delle cause che entrano.

In conclusione: caro Serra, se vogliamo parlare del problema della giustizia in Italia, sono il primo, ma non accetto la morale sulla mia professione – tanto meno di essere paragonato a una malattia odiosa – se basata solo su argomentazioni così qualunquiste. E questo, specie se sollevate da un operatore della finanza internazionale, che mi sembra che abbia tutto da guadagnare, di questi tempi, a non sollevare temi morali o di utilità sociale.