Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

19 novembre
0Comments

Pucciarelli: una delle peggiori nomine che non riesco a mandar giù

Come sapete, nei giorni scorsi Salvini ha piazzato la senatrice Pucciarelli come capo della Commissione dei diritti umani.

Qui trovate la notizia.

Sono passati i giorni e non riesco a farmela andar giù: va bene tutto, va bene lo spoil system, va bene l’avvicendamento nelle cariche, ma mi è sembrato uno schiaffo troppo forte a questo paese che, nonostante tutto, non se lo meritava.

Sulla Pucciarelli è stato scritto tanto.

Io vorrei invece ricordare ancora una volta la levatura morale di chi l’ha preceduta e che è stato indegnamente messo da parte.

E mi piace farlo, con le sue parole, per le quali tre anni fa già lo ringraziai.

Grazie Senatore Manconi. Grazie.

08 ottobre
0Comments

Sul referendum costituzionale: il bicameralismo perfetto

La riforma costituzionale si pone il problema del superamento del c.d. “bicameralismo perfetto”, cioè il principio secondo cui esistono due rami del parlamento (Camera e Senato) che hanno gli stessi poteri nella formazione di una legge, per cui questa può essere approvata solo se entrambi i rami concordano sul medesimo testo.

Il bicameralismo, infatti, aveva prodotto il c.d. “effetto navetta“, per cui le proposte di legge fanno la spola da una ramo a un altro del parlamento per cercare di ottenere l’assenso su un testo comune. In Italia, a differenza della Francia, non c’è un limite alle modifiche, per cui la navetta, nella sostanza, può essere infinita e portare a tempi lunghissimi, se non alla paralisi legislativa (oggi ormai il parlamento italiano riesce solo a convertire i D.L., di iniziativa governativa).

Guardando il dibattito Renzi/Zagreblesky, che ho già postato, sono rimasto letteralmente sconvolto nel sentire Zag, prof. di diritto costituzionale, che è stato membro e presidente della Corte costituzionale che candidamente, come un qualsiasi Travaglio, ha affermato delle vere e proprie panzane giuridiche, che sapeva chiaramente essere tali viste le sue particolari conoscenze di diritto costituzionale:

1) “il bicameralismo perfetto esiste anche in altri paesi“. E ha fatto l’esempio di Francia e Stati Uniti.

FALSO per la Francia, vi ho già messo il link: la navetta è limitata dalla prevalenza del Governo e della Assemblea Nazionale sul Senato (leggetevi l’art. 45 della loro costituzione). VERO IN PARTE per gli USA: esiste il bicameralismo, ma è mitigato dai poteri di veto del Presidente.

2) “i due rami del parlamento non hanno uguali poteri, sono uno il controllore dell’altro“. E ha fatto l’esempio del giudice di appello per dimostrare che un sistema in cui l’uno controlla l’altro è perfettamente legittimo.

SUPERPANZANA: non credo occorra essere esperti di diritto per rendersi conto che il paragone non calza. Il giudice d’appello non ha gli stessi poteri del giudice di primo grado, per il semplice motivo che è a lui sovraordinato è ha il potere di rivedere la decisione senza sentire il giudice di primo grado. Per rimanere in metafora, è come se il giudice di appello dovesse riscrive la sentenza d’accordo con il giudice di primo grado, utilizzando le stesse parole.

La realtà è un’altra: la costituzione italiana è “più bella del mondo” sicuramente per la parte prima, ma per quanto riguarda la seconda, è stata scritta con la paura del passato fascismo, per cui ci si è preoccupati, non solo, che esistessero dei contrappesi fra i vari organi costituzionali, a garantirne l’autonomia e indipendenza – ma fra questo vi era anche l’immunità parlamentare, a mio giudizio fatta fuori ingiustificatamente, per spinte populiste (discorso lungo v. qui) – ma che non potesse esistere alcun potere prevalente, nemmeno uno dei due rami del parlamento che, nononostante fossero organo collegiale, comunque rappresentavano elettorati diversi.

Tantomeno si è voluto attribuire un minimo potere in capo a figure uniche o a composizione ridotta, come il presidente del consiglio e il suo Governo, che in Italia, a differenza di altri paesi, contano come il due di picche.

E’ chiaro, però, che così si è sacrificata l’efficienza.

Non volendo toccare la riforma i poteri del PdC e del Governo, che avrebbe attirato ancor più gli strali contro Renzi, come accadde per B., si è solo semplificato il procedimento legislativo, per evitare almeno la navetta parlamentare e stabilendo poi che il Governo (v. nuovo u.c. art. 72)  possa chiedere che “un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo” sia esaminato prioritariamente e deciso in merito dalla Camera entro 60 gg..

Si poteva fare di meglio? Forse sì. Quello sempre. Ma non certo seguendo le obiezioni portate oggi dal NO

(segue)

25 febbraio
Commenti disabilitati

Come se fosse antani

Ho il terrore che a questo giro la supercazzola prematurata non stia funzionando:

Renzi – 24 febbraio 2014: votanti 309, favorevoli 169

Letta – 11 dicembre 2013: votanti 300, favorevoli 173

Che dio ce la mandi buona!


 

24 febbraio
Commenti disabilitati

Poveri noi! (breaking news)

“Credo sia arrivato il momento di mettere nel mese di giugno (sarà compito del Ministro competente) all’attenzione di questo Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Parto dalla giustizia amministrativa. Siamo un Paese in cui – lasciatevelo dire da chi costantemente ci batte la testa – lavorano più, negli appalti pubblici, gli avvocati che i muratori. (Applausi dai Gruppi PD e Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE e dei senatori Carraro, Dalla Zuanna e Di Biagio). Negli appalti pubblici non c’è alternativa al ricorso sul controricorso con la sospensiva. Siamo al punto che i tribunali amministrativi regionali discettare di tutto. Siamo al punto che un provvedimento di un sindaco (in alcuni casi, anche del Parlamento) è comunque costantemente rimesso in discussione in una corsa ad ostacoli impressionante. Ma come possiamo dare certezza del diritto se noi per primi abbiamo un sistema (sono partito da quello amministrativo) che crea inquietudine non già soltanto agli investitori stranieri, ma agli stessi operatori del diritto, a partire dai giudici amministrativi che in più circostanze hanno sottolineato la necessità di riforme strutturali?” – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Governo-il-discorso-integrale-di-Matteo-Renzi-che-chiede-la-fiducia-al-Senato-341c1406-8ad6-46db-9c8e-6efcd66b777f.html#sthash.BE3842jt.dpuf