Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

01 dicembre
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Salvini e il gommista aretino

c726913f-2640-42ad-b0a7-dd32d58742e7Scusate, ma sono solo io a trovare folle che un Ministro dell’interno anziché indagare sulla mancata protezione da parte delle Stato del gommista aretina che ha sparato al ladro, evidentemente abbandonato  dalle strutture (anche) del SUO Ministero, gli manifesti il suo appoggio per essersi difeso da solo?

Quand’è che abbiamo abbandonato il concetto che la difesa delle persone e del loro patrimonio spetti a loro stessi e non allo Stato? E soprattutto, che ce ne facciamo di un ministro dell’interno che non crede più nel proprio compito.

Dov’è finita la responsabilità politica?

Di questo passo, mi aspetto di sentire il Ministro della giustizia che esprima la solidarietà a chi, non ottenendo giustizia in Tribunale, per l’inefficienza del sistema giustizia, se la sia fatta da solo, come se parlasse da un uomo di strada e non da colui che tale efficienza deve garantire.

Perché, utilzzando la stessa solerzia con cui sta sbattendo i migranti nel mezzo di strada, non ha annunciato un immediata apertura di un‘indagine interna al suo Ministero, per accertare come mai quell’uomo sia stato lasciato da solo a fronteggiare i ladri?

Ecco, questo non lo comprendo: perché questi Ministri parlano da uomini della strada, come se non fossero al Governo?

19 novembre
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Pucciarelli: una delle peggiori nomine che non riesco a mandar giù

Come sapete, nei giorni scorsi Salvini ha piazzato la senatrice Pucciarelli come capo della Commissione dei diritti umani.

Qui trovate la notizia.

Sono passati i giorni e non riesco a farmela andar giù: va bene tutto, va bene lo spoil system, va bene l’avvicendamento nelle cariche, ma mi è sembrato uno schiaffo troppo forte a questo paese che, nonostante tutto, non se lo meritava.

Sulla Pucciarelli è stato scritto tanto.

Io vorrei invece ricordare ancora una volta la levatura morale di chi l’ha preceduta e che è stato indegnamente messo da parte.

E mi piace farlo, con le sue parole, per le quali tre anni fa già lo ringraziai.

Grazie Senatore Manconi. Grazie.

17 ottobre
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Renzi da Floris

Renzi, Di Maio non serio, un premier non scappaNon ho visto la trasmissione. In rete ho trovato questo.

Ho letto che dopo altri giornalisti gli hanno fatto ulteriormente le pulci, come, secondo me, è giusto che venga fatto.

Mi permetto alcune brevissime riflessioni:

1) il divario fra quanto promesso e quanto poi sta facendo questo governo è oggettivamente enorme, perché le promesse erano realmente irrealizzabili. Questa cosa l’ho sentita dire dai membri dell’attuale opposizione in campagna elettorale, ma non ricordo di averla sentita da chi li intervistava. Eppure i numeri erano gli stessi di oggi. Ricordo piuttosto l’assenza di controparti politiche e giornalisti con la sola funzione di “porgere” le domande.

2) Renzi ha correttamente rivendicato il diritto di perdere le elezioni se questo dipende anche dal fatto di aver salvato le persone in mare, facendo bene comprendere che un leader politico non ha il solo compito di assecondare la pancia dei suoi elettori, seguendo i sondaggi, bensì quello di guidarli, secondo una visione di lungo periodo e propri valori etici, anche se questo può significare apparire impopolare e rischiare di non essere rieletto.

3) Come Renzi, credo che gli incentivi vadano dati a chi lavora e a chi crea lavoro, piuttosto che a chi non ha lavoro. Mi spiego. E’ giusto sostenere chi è in difficoltà. Anche il governo Renzi lo ha fatto. Ma se si vuole risolvere il problema della disoccupazione, bisogna favorire la creazione di posti lavoro, detassando il lavoro e l’impresa, piuttosto che istituire sussidi, e dando flessibilità al lavoro, come è stato fatto dal governo Renzi.

4) Il condono fiscale e lo stralcio delle cartelle è altamente diseducativo. Fa risultare coglione chi ha sempre pagato e incentiva a non pagare per il futuro.

5) E’ chiaro che Renzi oramai non può più essere capo di un Governo. L’aggressione mediatica ordita a tavolino a suo danno non lo rende più credibile, nel bene o nel male. Oramai non si discute più del merito, basta dire “… e allora Renzi?”, così come si dice “…e allora il PD?”, senza bisogno nemmeno di chiarire cosa si voglia intendere con quell’ “allora”. Basta buttarla lì, per chiudere ogni possibilità di dialogo nel merito. Ciò non toglie che possa dare ancora molto alla politica italiana.

6) Ancora una volta, occorrerebbe ripartire dalla scuola. E’ lì che si formano cittadini consapevoli; è lì che si danno le basi per attrezzarsi alla vita ed è ancora lì che si spianano le diseguaglianze sociali. Occorrerebbe reintrodurre educazione civica, per non sentir parlar più di governi non eletti, o di organi di garanzia che “non sono stati eletti da nessuno”; aggiornare i programmi di storia, abbandonando un po’ gli Unni e gli antichi  Romani, per giungere all’età contemporanea. Ieri su un account di twitter, vero o finto che fosse, ho letto che Mussolini aveva scritto molti articoli della Costituzione!! In un quiz televisivo i concorrenti non sapevano collocare temporalmente Hitler cancelliere, e fra le possibile opzioni, hanno scelto prima gli anni ’70 del 900!!!

Ci sarebbero molte cose da fare. Questo governo, però, mi sembra guidato da una visione miope di breve periodo e temo che, ancora una volta, saranno gli italiani a pagare il conto alla fine.

19 settembre
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I soldi della Lega: la mia opinione

matteosalvini_ralfMa guarda un po’ se mi tocca fare le pulci all’informazione per difendere Bossi

Il mio giudizio politico sulla Lega è pessimo e ancor più quello su Salvini.

Nonostante ciò credo che, nell’interesse di tutti, occorra fare un po’ di chiarezza. Anche perché quando l’informazione impugna il machete è sempre pericoloso, perché una volta tocca a te, altra volta tocca a me.

Facciamo un po’ di ordine:

1) la condanna è in capo a Bossi e Belsito (tesoriere), non Salvini;

2) Salvini e non altri, ha deciso, però – non si comprende per quale ragione – di revocare la costituzione di parte civile della Lega contro Bossi e Belsito

3) la richiesta di sequestro dei soldi della lega è conseguenza della condanna in primo grado. La cassazione è intervenuta solo per stabilire la correttezza del sequestro;

4) dato che quei soldi non sono materialmente nelle casse della Lega, la prospettiva era di costringere la Procura a tenere monitorate le entrate della Lega, per fermare ogni incasso;

5) invece di fare ciò, pare – ma non ho letto l’accordo – che la Procura si sia accordata per un versamento volontario, che coniugherebbe il vantaggio per la Procura di non andare a cercare i soldi e, dall’altra, quello della Lega ad avere le risorse per agire politicamente.

Sulla base di questi elementi l’accordo mi pare un giusto compromesso, perché, trattandosi di sentenza di primo grado, c’è sempre l’eventualità di una sua riforma e far “fallire” la Lega significherebbe escludere dalla scena politica un partito, solo perché i precedenti “padroni” l’hanno utilizzato come cassa personale, per di più senza avere la certezza del passaggio in giudicato della loro condanna.

Non comprendo, invece, per quale ragioni Salvini abbia ritirato la costituzione di parte civile nei confronti di Bossi e Belsito, visto che avrebbe rappresentato il modo più veloce, e comunque lo strumento, per recuperare i soldi sottratti da Bossi & Friends in danno alla Lega.

01 febbraio
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La macchina del fango

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ph. sportmediaset.mediaset.it

Come ben sa chi mi conosce, non condivido totalmente (per usare un eufemismo) lo stile di Renzi, ma ancor meno comprendo questo desiderio di buttarla sempre in vacca di molti giornalisti italiani, al solo evidente (anche se non dichiarato) scopo di cavalcare l’onda di un qualunquismo da Facebook.

Credo che nessun persona sana di mente o in buona fede possa mettere in dubbio la rettitudine morale di Mattarella, come le azioni, più che le parole (i siciliani non amano parlare molto) dimostreranno (v. già qui).

Proprio la levatura morale dell’uomo è stata la mossa politica vincente di R., che ha messo in crisi B., i grillini, nonché la stessa corrente minoritaria di sinistra, non essendoci ragioni reali per non votarlo.

Sarà anche un democristiano, ma è di tradizione morotea. Di quella razza che non ha avuto problemi a sbattere la porta in faccia (ma senza bisogno di alzare la voce) al suo P.d.C. (Andreotti) quando si trattava di votare la Mammì.

Buttare lì, poi, nello stile tipico de Il Fatto, velate accuse di mafiosità, nei confronti di un uomo che ha visto morire fra le braccia il fratello, presidente della Regione siciliana proprio perché stava cercando di contrastare la mafia, l’ho trovata una meschinità bella e buona.

Per non parlare, del commento di Salvini, utile solo a fargli perdere in un colpo solo quella credibilità agli occhi di tutti gli italiani (e non solo dei fedeli leghisti) che stava cercando di conquistare a forza di felpe