Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

12 settembre
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Qui finisce l’avventura: la farsa dell’Ilva

ilva-taranto-5-1052253Con questa “perla” di paraculaggine il “pirla” chiude la partita #ILVA, travisando il parere dell’avvocatura, per salvare la faccia, ma lasciando in piedi la gara di Calenda.

Nel frattempo, sono stati bruciati svariati milioni e preso in giro numerosi elettori con l’idea del parco giochi, concreta quanto il #biovashball di Grillina memoria.

E avanti così, fino alla prossima improvvida azione di distrazione di massa dalla loro totale incompetenza, in danno delle tasche degli italiani

20 marzo
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06 novembre
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Italietta

imagesNel preparare una lezioncina per la classe di Agnese sulle Regioni, vagolando su internet a spasso nel tempo, ho ritrovato le immagini della nascita della nostra Repubblica e ho dovuto prendere atto che di quell’energia fattrice in Italia non v’è più traccia.

Siamo una repubblica giovane, morta ancor prima di diventare adulta.

R.I.P.

07 novembre
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Elezioni USA: ne abbiamo di strada da fare

L’unico commento che mi sento di fare rispetto alle elezioni USA attiene allo stile.

Leggetevi queste dichiarazioni:

“Prego che il presidente Obama possa guidare la nostra nazione al meglio – ha esordito Romney – l’ho chiamato per congratularmi con lui e con chi lo ha supportato”.

“Mi sono congratulato con il governatore Romney per la campagna elettorale. Nelle prossime settimane ho intenzione di sedermi al tavolo con lui per vedere come possiamo lavorare insieme per far progredire il Paese”.

Adesso, pensate ai nostri politici: ne abbiamo di strada da fare!

19 dicembre
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Titanic

La barca sta affondando.

Arrivati con l’acqua alla gola, i partiti si sono visti costretti a passare il timone ad altro manovratore, con l’idea di far fare a lui quello che non sono riusciti a fare da soli in 10 anni.

(Quasi) Tutti gli altri paesi in questi anni hanno approfittato della protezione dell’euro forte per ristrutturarsi.

Noi no! Noi suonavamo l’orchestrina accumulando debito su debito, contenti dei bassi tassi di interesse.

Anestetizzando i cittadini con reality show, veline, calciatori, tg compiacenti e riforme demagogiche (v. abolizione dell’ICI) abbiamo tirato avanti, convinti che non ci fosse chi ci avrebbe chiesto il conto o, peggio ancora, che si potesse farlo pagare ad altri.

Puntualmente, quando la merda è arrivata al collo, gridando “non fate l’onda”, abbiamo passato il testimone ad un Governo tecnico con il tacito mandato ad approvare quelle riforme da troppo tempo rimandate.

Ma ancora non bastava.

Appena il nuovo Governo si è messo al lavoro, passati i 5 minuti di testa bassa per l’effetto Napolitano, anche tutte le lobby hanno ripreso vigore, perché le riforme fossero le riforme degli altri.

Cosa ben più grave è che i primi a far le barricate sono stati gli stessi partiti e gli apparati di governo statale e locale.

Le Province? Non si devono toccare. I Presidenti di quartiere? Guai! Vitalizi e stipendio? Sacri!

Sapendo che spettava a loro votare la manovra, non hanno avuto difficoltà a dettare condizioni.

E così, mentre la nave affonda, si continua a far suonare l’orchestrina…

Ricordiamocelo quando si dovrà andare a votare. Perché presto si farà. Perché quando la manovra entrerà nella fase 2. Quando, superata l’emergenza di fare cassa, il Governo tecnico passerà a progettare quelle riforme strutturali necessarie per uscire dalla situazione di eterna emergenza, già me li vedo tutti pronti ad alzare la mano, al grido di “elezioni, elezioni”, a togliere la fiducia al Governo, dichiarando finita la “ricreazione”.

In quell’occasione, ricordatevelo.

Ricordatevi di chi non ha voluto mollare la poltrona, lo stipendio, le indennità, e ogni altro assurdo privilegio. Ricordatevi anche della Lega, che con un salto mortale con triplo avvitamento, in un attimo ha preteso di tirarsi fuori da tutto quello che aveva fatto in precedenza. Dell’IDV, che ha scelto di cavalcare l’onda della protesta, per guadagnare 2 o 3 punti di consenso, invece della strada della responsabilità e del sostegno all’inevitabile Governo tecnico (troppo comodo il not in my name, sapendo che, comunque, altri avrebbero dato i numeri per l’azione di Monti).

Ricordatevi di chi si ostinava a far suonare l’orchestra.

13 dicembre
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Un’altra occasione persa

E’ già passato troppo tempo.

Nel frattempo, i sindacati sono in rivolta, i parlamentari si stanno organizzando, i partiti stanno riprendendo il sopravvento…

La ricreazione dell’effetto Napolitano è già finita.

Mi dispiace dirlo, ma anche a questo giro non succederà niente di significativo: le vecchie logiche miopi della conservazione del proprio orticello, del consociativismo più bieco, che ci hanno portato fino a qui, hanno ripreso piede.

Non mi piace fare l’uccello del malagurio. Specie a questo giro, perché ci speravo. Non mi piace, perché vedevo una luce, la bancarotta allontanarsi, un futuro per i miei figli basato sul merito.

Invece il blitz non è riuscito.

Tiriamo giù il bandone.

Amen

01 dicembre
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Verità senza tempo

Da ragazzo ero anarchico, adesso mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi governa

Ennio Flaiano