Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

19 dicembre
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Titanic

La barca sta affondando.

Arrivati con l’acqua alla gola, i partiti si sono visti costretti a passare il timone ad altro manovratore, con l’idea di far fare a lui quello che non sono riusciti a fare da soli in 10 anni.

(Quasi) Tutti gli altri paesi in questi anni hanno approfittato della protezione dell’euro forte per ristrutturarsi.

Noi no! Noi suonavamo l’orchestrina accumulando debito su debito, contenti dei bassi tassi di interesse.

Anestetizzando i cittadini con reality show, veline, calciatori, tg compiacenti e riforme demagogiche (v. abolizione dell’ICI) abbiamo tirato avanti, convinti che non ci fosse chi ci avrebbe chiesto il conto o, peggio ancora, che si potesse farlo pagare ad altri.

Puntualmente, quando la merda è arrivata al collo, gridando “non fate l’onda”, abbiamo passato il testimone ad un Governo tecnico con il tacito mandato ad approvare quelle riforme da troppo tempo rimandate.

Ma ancora non bastava.

Appena il nuovo Governo si è messo al lavoro, passati i 5 minuti di testa bassa per l’effetto Napolitano, anche tutte le lobby hanno ripreso vigore, perché le riforme fossero le riforme degli altri.

Cosa ben più grave è che i primi a far le barricate sono stati gli stessi partiti e gli apparati di governo statale e locale.

Le Province? Non si devono toccare. I Presidenti di quartiere? Guai! Vitalizi e stipendio? Sacri!

Sapendo che spettava a loro votare la manovra, non hanno avuto difficoltà a dettare condizioni.

E così, mentre la nave affonda, si continua a far suonare l’orchestrina…

Ricordiamocelo quando si dovrà andare a votare. Perché presto si farà. Perché quando la manovra entrerà nella fase 2. Quando, superata l’emergenza di fare cassa, il Governo tecnico passerà a progettare quelle riforme strutturali necessarie per uscire dalla situazione di eterna emergenza, già me li vedo tutti pronti ad alzare la mano, al grido di “elezioni, elezioni”, a togliere la fiducia al Governo, dichiarando finita la “ricreazione”.

In quell’occasione, ricordatevelo.

Ricordatevi di chi non ha voluto mollare la poltrona, lo stipendio, le indennità, e ogni altro assurdo privilegio. Ricordatevi anche della Lega, che con un salto mortale con triplo avvitamento, in un attimo ha preteso di tirarsi fuori da tutto quello che aveva fatto in precedenza. Dell’IDV, che ha scelto di cavalcare l’onda della protesta, per guadagnare 2 o 3 punti di consenso, invece della strada della responsabilità e del sostegno all’inevitabile Governo tecnico (troppo comodo il not in my name, sapendo che, comunque, altri avrebbero dato i numeri per l’azione di Monti).

Ricordatevi di chi si ostinava a far suonare l’orchestra.

13 dicembre
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Un’altra occasione persa

E’ già passato troppo tempo.

Nel frattempo, i sindacati sono in rivolta, i parlamentari si stanno organizzando, i partiti stanno riprendendo il sopravvento…

La ricreazione dell’effetto Napolitano è già finita.

Mi dispiace dirlo, ma anche a questo giro non succederà niente di significativo: le vecchie logiche miopi della conservazione del proprio orticello, del consociativismo più bieco, che ci hanno portato fino a qui, hanno ripreso piede.

Non mi piace fare l’uccello del malagurio. Specie a questo giro, perché ci speravo. Non mi piace, perché vedevo una luce, la bancarotta allontanarsi, un futuro per i miei figli basato sul merito.

Invece il blitz non è riuscito.

Tiriamo giù il bandone.

Amen

08 dicembre
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L’abolizione dell’esenzione ICI per la Chiesa cattolica: alcune precisazioni.

Sta girando in questi giorni in rete la raccolta di firme per l’abrogazione dell’esenzione dell’ici per gli immobili della chiesa, promossa da Micromega.
L’ho firmata anch’io, però mi sento in dovere di fare alcune precisazioni per onor di verità.
Si legge nella petizione a Monti di Micromega: “quella legge simoniaca approvata dal governo Berlusconi per cui il Vaticano è esente dal pagamento dell’Ici”.
Nella legge sull’Ici (D.Lgs n. 504/1992) le esenzioni sono all’art. 7. Quelle riconducibili alla chiesa cattolica sono la lett. d) (fabbricati destinati all’esercizio esclusivo del culto), lett. e) (fabbricati della Santa sede indicati nei Patti Lateranensi) e lett. i) (destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive).
Bene. Le lettere d) e e) sono così dalla formulazione originaria della norma, quindi sono state scritte sotto Governo Amato.
Anche la lettera i) non è cambiata. Berlusconi introdusse una norma interpretativa (art. 7, comma 2-bis, Dl 203/2005), ma questa, nella sua attuale formulazione, deriva dal DL 223/2006 (art. 39) – quindi sotto il Governo Prodi – scritta proprio per rispondere ad una procedura di infrazione aperta dalla Comunità europea.
Secondo voi, quindi, da chi dipende l’attuale esenzione dell’ICI per gli immobili della chiesa cattolica?
E’ questa cialtroneria della sinistra che mi preoccupa e che mi ha fatto smettere di comprare La Repubblica. È come la storia del porcellum elettorale, osteggiato anche dal PD toscano, nonostante il “cinghialum” da questi creayo e votato per la nostra Regione Toscana.

03 dicembre
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La manovra di Monti (e i mari che vorrei)

Leggo della possibile manovra di Monti e mi vengono spontanee due riflessioni.

1) Si parla di aumento delle aliquote irpef degli ultimi due scaglioni, se non anche dell’IVA, e mi chiedo: c’era bisogno di un superprofessore per aumentare le tasse?

Mi pare che il passaggio da Tre-Monti ad uno solo non abbia cambiato l’impostazione di fondo basata sulla richiesta di nuove tasse a chi già le paga, piuttosto che sul contrasto dell’evasione che, come è noto a tutti, in Italia ha una dimensione impressionante, come quella di un mare.

Capisco che sia più semplice andare a prendere nuove tasse a chi già si conosce, piuttosto che andare a cercare chi non esiste per il fisco o chi dichiara redditi da pezzente, pur girando in Porsche Cayenne e magari, per questo, godendo di agevolazioni (se no addirittura, esenzioni) sul costo dei servizi.

Speravo però che SuperMario avesse in mente qualcosa di meglio che aumentare semplicemente le tasse a chi già le paga in un sistema fiscale che ha la pressione sui redditi più forte di qualsiasi altro paese europeo, in proporzione ai servizi che offre in cambio.

Dove stanno le misure a sostegno dello sviluppo?

Temo che bisognerà aggiornare il detto: prima si diceva che l’Italia è una penisola bagnata da tre mari e prosciugata da “Tre-monti”, ora bisognerà iniziare a dire che è prosciugata da “qualsiasi-Monti” :-(

2) Sinceramente non comprendo- e mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse – a cosa serva abolire le tariffe minime delle professioni, se non addirittura gli stessi ordini professionali.

Qualcuno spieghi al nostro nuovo premier – ma soprattutto a Bersani – che le tariffe minime rappresentano l’unico baluardo che ha chi si affaccia alla professione per avere un minimo di forza contrattuale, senza dovere rimanere costantemente sottocosto per poter lavorare. Mi pare, quindi, una misura che va a danno dei giovani.

Anche l’abolizione degli ordini mi pare inutile, se proposta per aumentare la concorrenza. Siamo già troppi, anche liberalizzando la professione, non aumenteremmo più di così.

Girando in rete ho trovato questi dati di bologna, oppure questi dati nazionali, riportati dal Sole24HH: il 50% degli avvocati guadagna meno di 16mila euro all’anno!

Mi si dirà che i dati sono falsati perché gli avvocati non pagano le tasse. A parte che vorrei conoscere in quale modo, visto che, per quanto mi riguarda, circa il 98% dei miei clienti è un ente pubblico o una società (e forse per questo rientro fra l’1% della popolazione più ricca d’Italia, pur non avendo barche, case a Cortina, Porsche ecc…).

Ma anche se così fosse, chi vi impedisce di fargliele pagare?

Chi impedisce di far pagare le tasse a medici, idraulici, muratori, elettricisti, imbianchini…

Vi lascio con questa perla.

Una delle mie segretarie ha come vicino di ombrellone al bagno un impresario edile che cambia una Porsche ogni due anni e che candidamente gli ha confessato che questo anno ha dichiarato di più per paura degli accertamenti. Indovinate quanto: 15.000 €. Meno del costo di mantenimento – non di acquisto – della macchina.

Continuiamo così… facciamoci del male