Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

11 ottobre
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Sul referendum costituzionale: una parentesi sulla legge elettorale

Perdonatemi: prima di continuare a parlare del parlamento, due parole sulla legge elettorale.

Alla direzione del PD si sono scoperte le carte e la minoranza ha dovuto fare un bagno di realtà ad opera di Fassino (ho beccato per caso in diretta la conclusione del suo intervento).

È stato detto: volete cambiare italicum? Bene! Siamo franchi e diciamoci che significa, smettiamo di parlare in teoria:

1) andare verso il premio di coalizione e non di lista significa obbligare al ritorno dei governi di coalizione. Dite agli elettori con chi li volte fare questi governi? Verdini puzza. Allora Alfano? Vendola? Salvini? Grillo? Con chi???

2) idem per cambiare la legge elettorale: volete cambiarla? A chi andate a chiedere i voti? Grillo? Forza italia? fratelli d’italia? lega?

Finiamola di dire buffonate, per favore

10 settembre
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“La verità è che non ce state a capi’ più un cazzo, ma da mo!’”

E’ vero, non ne volevo parlare più, ma non è colpa mia se mi ci tirate per i capelli.

Berlusconi.

Ancora stiamo lì a strapparci le vesti perché non è stato messo in galera. Per B. diventiamo tutti fini giuristi esperti di diritto costituzionale, così come per i mondiali di calcio siamo tutti allenatori, in grado di disquisire – e meglio del disgraziato CT di turno – di formazioni e schemi di gioco.

La realtà, purtroppo, come direbbe il destroide Ennio Fantastichini “è che non ci state a capi’ più un cazzo, ma da mo’! “

Non ci sono bastati 20 anni di Berlusconismo per farci capire che B. ha avuto tutto questo successo anche (e soprattutto) perché era un ottimo collante e “ombrello” per la sinistra, che, in questo modo si è potuta permettere di vivacchiare, limitandosi ogni tanto a puntare il dito contro il puzzone.

Con questo, sia chiaro: B. è indifendibile, ma, lo è allo stesso modo in cui lo sono D’Alema, Amato, Rutelli, Formigoni & c.

Rispetto a questi personaggi, la differenza far destra e sinistra nella condotta politica e di governo è impalpabile: praticamente hanno fatto – e continuano a fare – le stesse cose. Con la differenza che nel frattempo i secondi ti fanno anche la predica, dato che sino a oggi, stranamente, sono rimasti impuniti.

Quello che rifiuto categoricamente è la divisione manichea fra buoni e cattivi che la peggiore sinistra ha imposto.

Da dove vogliamo cominciare?

Dalla legge elettorale? Il famoso porcellum, per cui tanto la sx si straccia la vesti a Roma – solo a parole, visto che Letta ancora ‘sta riforma della legge elettorale, per cui, principalmente, ha ricevuto il mandato da Napolitano, non l’ha fatta – non è altro che la legge regionale toscana, nata prima di quella nazionale. Ma il cinghialum, come la chiama Renzi, in Toscana va bene, perché in Toscana si vince noi.

O forse vogliamo parlare di riforme costituzionali? Quante volte avete sentito dire che la sacra Carta costituzionale, per cui la sx manifesta in piazza in caso di difficoltà, per alternare un po’ rispetto all’additamento continuo del puzzone, non si poteva toccare con riforme unilaterali non condivise? Peccato che quando ha potuto, la sx – da sola – l’ha modificata. Mi riferisco a quella scellerata riforma del titolo V della Costituzione, non approvata dai 2/3 del Parlamento e per questo oggetto di referendum, effettuata dal Governo dell’Ulivo quasi a fine legislatura, di cui, ancora oggi se ne paga le conseguenze con continui ricorsi alla Corte costituzionale per conflitti di attribuzione far Governo e Enti locali. Nonostante questo, 4 anni dopo, improvvisamente, le riforme unilaterali non andavano più bene, al punto che si è paralizzata la riforma del Governo B. del 2005, nonostante che -a differenza di quella del 2001 – fosse stata approvata dalla maggioranza assoluta del Parlamento, mettendo in piedi una sollevazione popolare, conclusasi con il rigetto del referendum confermativo (v. stesso link sopra).

Oppure, infine, vogliamo parlare di scandali finanziari e nomine pilotate? Perché nessuno si chiede come mai, dopo che è saltato il coperchio del MPS, D’Alema parla ancora, con quel fare da primo della classe, e non è in esilio in una sua Hammamet? Era un segreto di pulcinella il fatto che a Siena non si muoveva foglia se d’Alema non voleva. Dalla Banca alla Fondazione e poi, a cascata, in Comune e Provincia, fino ad arrivare alle squadre di calcio e di basket. Come mai non leggo continuamente sui giornali di intercettazioni e fughe di notizie relative alle indagini MPS: forse che il segreto istruttorio, ancora una volta, vale solo da una parte?

In conclusione, e in estrema sintesi, cari amici, anch’io ritengo che B. si un puzzone, ma non accetto che sia a dirmelo chi lo è stato altrettanto, quando ha potuto, e per di più, grazie a una “divina” impunità, definitivamente consolidata in era di tangentopoli e che valse un seggio sicuro di sinistra nel Mugello al buon Di Pietro.

La realtà è che, se non sono mai state fatte la riforma della legge elettorale, una legge sul conflitto di interessi e altre riforme strutturali, è solo perché in parlamento e al governo non c’è stato mai nessuno che abbia potuto alzare il dito a dire che “il re è nudo”, visto che mancava anche lui dei vestiti. In questo Giuliano Ferrara ha tragicamente ragione: la politica oramai è avvitata in un circolo vizioso, per cui coopta solo soggetti compromessi, in modo che possano essere ricattabili.

Motivo per cui, se vogliamo uscirne, smettiamola di chiedere che B. vada in galera, perché oramai non cambierebbe di una virgola la situazione del paese e cominciamo a chiedere piuttosto conto ai nostri governanti di quello che stanno facendo per il bene del paese, stappandogli con forza la foglia di fico del puzzone con cui si stanno coprendo da vent’anni, per nascondere,  che non ce stanno a capi’ più un cazzo, ma da mo’!