Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

31 maggio
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Lo stato della giustizia: un altro esempio (Gigi Buffon)

Che il nostro paese sia alla frutta in fatto di giustizia, ce lo dimostra il fatto che siamo costretti a subire lezioni di legalità da Gigi Buffon (v. intervista sul Corriere di oggi)

Per carità, sia chiaro, niente contro il personaggio, è solo che mi aspetterei che il tema venisse trattato da giuristi, professori, uomini del settore, non certo da un calciatore.

La questione è semplice: in uno stato di diritto che si rispetti, l’attività istruttoria dovrebbe essere coperta da segreto – nel nostro, infatti, lo è – e la divulgazione di atti coperti da segreto istruttorio dovrebbe essere reato – e anche questo, nel nostro paese lo è.

L’esigenza è evidente: di fronte alla legge, siamo tutti innocenti fino a prova contraria,e questa prova può essere rappresentata solo da una sentenza definitiva emessa da giudici imparziali che hanno avuto modo di sentire entrambe “le campane”.

E allora mi chiedo (la domanda è ovviamente retorica): com’è possibile che atti istruttori siano pubblicati sui giornali ancor prima che siano vagliati da un giudice. Chi li passa ai giornalisti? Perché chi lo fa (e i giornalisti che li divulgano) non sono puniti?

Anni e anni di governo Berlusconi ci hanno indotto a pensare che ogni mezzo è lecito per sconfiggere il nemico.

Ma così non dovrebbe essere.

Lasciamo stare per un attimo B., che oggi non è più al governo.

Pensate solo a quelle povere maestre di Rignano che per ben 6 anni della loro vita – con orrore ho scoperto che è passato così tanto tempo – hanno dovuto scontare l’infamia di vedersi esposte alla pubblica gogna, trattate come pedofili, torturatrici di bambini, salvo poi scoprire che erano tutte innocenti, come la Cassazione aveva segnalato fin dal 2007, quando aveva confermato la scarcerazione disposta dal Tribunale del riesame (qui trovate tutta la sentenza se avete voglia di leggerla).

A questo aggiungete anche che le accuse indimostrate sono state sollevate per mesi sui giornali, nelle televisioni, con dovizia di particolari e poi la notizia dell’assoluzione viene data così, con un articolo che si apre con un sommario e irriverente giudizio di uno dei genitori dei bambini: Tribunale di merda!

Stando così le cose, delle due l’una: o state tutta la vita a sperare che non tocchi mai a voi (e ve lo auguro), oppure cominciate a ragionare in termini di legalità, sconcertandovi, ad esempio, come Gigi Buffon, per il fatto che al “segreto” blitz degli inquirenti a Coverciano abbiano partecipato giornalisti e fotografi ;-)