Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

13 ottobre
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Cottarelli

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È iniziata la macchina del fango contro Cottarelli, reo di aver dichiarato che “il re è nudo”, smascherando la non credibilità della manovra di bilancio nei suoi interventi da Fazio.

Sono stati attivati, ancora una volta, i vari siti di presunta controinformazione, satelliti di #Casaleggio e #M5Scientology, ma non direttamente riconducibili a loro, per professare verginità nel caso buttasse male  (stile Trump).

Anche in questo caso va registrato il supporto esterno de #IlFangoQuotidiano.

Scrivono minchiate, sapendolo, al solo scopo di farle condividere dai loro adepti, per far passare il principio che sono tutti uguali e tutti compromessi salvo loro, gli #untidelsignore.

Così, una volta minata la credibilità della vittima di turno, non ci sarà più bisogno di rispondergli  nel merito. Basterà usare le paroline magiche:

#parlaluiche…, #ealloracottarelli

30 luglio
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Le belle parole di Manconi: la differenza fra giustizialismo e giustizia.

La migliore risposta alla bieca deriva giustizialista e forcaiola, tanto cara ai giornalisti de “Il fatto”, che in questi giorni intasa i social: grazie Senatore Manconi, l’Italia sarebbe un paese migliore se tutti fossero come lei!

 

01 febbraio
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La macchina del fango

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ph. sportmediaset.mediaset.it

Come ben sa chi mi conosce, non condivido totalmente (per usare un eufemismo) lo stile di Renzi, ma ancor meno comprendo questo desiderio di buttarla sempre in vacca di molti giornalisti italiani, al solo evidente (anche se non dichiarato) scopo di cavalcare l’onda di un qualunquismo da Facebook.

Credo che nessun persona sana di mente o in buona fede possa mettere in dubbio la rettitudine morale di Mattarella, come le azioni, più che le parole (i siciliani non amano parlare molto) dimostreranno (v. già qui).

Proprio la levatura morale dell’uomo è stata la mossa politica vincente di R., che ha messo in crisi B., i grillini, nonché la stessa corrente minoritaria di sinistra, non essendoci ragioni reali per non votarlo.

Sarà anche un democristiano, ma è di tradizione morotea. Di quella razza che non ha avuto problemi a sbattere la porta in faccia (ma senza bisogno di alzare la voce) al suo P.d.C. (Andreotti) quando si trattava di votare la Mammì.

Buttare lì, poi, nello stile tipico de Il Fatto, velate accuse di mafiosità, nei confronti di un uomo che ha visto morire fra le braccia il fratello, presidente della Regione siciliana proprio perché stava cercando di contrastare la mafia, l’ho trovata una meschinità bella e buona.

Per non parlare, del commento di Salvini, utile solo a fargli perdere in un colpo solo quella credibilità agli occhi di tutti gli italiani (e non solo dei fedeli leghisti) che stava cercando di conquistare a forza di felpe