Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

01 ottobre
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Fermate il declino

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Ieri sono stato a sentire Oscar Giannino & co. al Baglioni.

L’analisi del passato è stata lucidissima, così come l’individuazione delle necessità del Paese.

Le soluzioni, com’è inevitabile, devono essere approfondite nei dettagli.

Mi è piaciuto molto l’aria che si respirava. Le affermazioni nette che si sono sentite e si sono potute dire, senza timore di essere smentiti e senza ipocrisia, dato che quei misfatti non si era contribuito a compierli.

Certo, il pragmatismo ha anche il suo rovescio della medaglia: mi è toccato sentire che nel panorama degli attuali partiti, l’unica novità è rappresentata da Matteo Renzi, l’unico a mettere in discussione la leadership del partito, e capace almeno di portare avanti questa forma di rinnovamento.

È così, ancora una volta, il criterio di scelta rimane sempre quello che avevo deciso di aborrire: il meno peggio!

Nelle discussioni fra i presenti, misi dice che bisogna essere realisti, che le scelte vanno fatte tenendo conto dei fattori dati, e che, intanto, “vuoi mettere la soddisfazione di vedere la faccia di D’Alema e della Bindi che perdono le primarie”.

Tutto vero. Però…
Però nessuno mi toglierà dalla testa che questi Renzi non lo conoscono, che la scelta del meno peggio ci ha portato fino a qui, che con questo criterio abbiamo accettato: Andreotti, con tutte le sue ombre; mani pulite, con la sua ipocrisia; Di Pietro, come fosse diverso; il ruolo supplente della magistratura, facendola diventare un potere incontrollato e incontrollabile; Berlusconi, come fosse una novità; per finire con Monti, come extrema ratio.

Sia chiaro: anch’io voglio veder sparire D’Alema e la Bindi, e con loro, Bersani, Berlusconi, Fini, Casini, Formigoni, Bossi e tutte quelle vecchie facce che non posso e non voglio vedere più in giro e che ci hanno portato fin qui.

Quello che mi fa paura, però, lo dico chiaramente, è l’opportunismo ambizioso di quell’uomo, che riesce a dire il tutto e il contrario di tutto (esattamente come gli altri) sostenendo (esattamente come gli altri), che non l’aveva mai detto (v. una per tutte, il Monti-bis). È la sua matrice cattolica, che, anche a questo giro, ci impedirà di avere un vero partito “liberal”, il suo non accettare consigli da nessuno e circondarsi di “yes man”…

Non sopporto, poi, l’ipocrisia di chi ne parla male a quattrocchi e poi in pubblico lo loda, sperando di ottenere qualcosa in cambio per la sua fedeltà o, comunque, di poter continuare a mangiare.

La conclusione? L’ennesima conferma: anche a questo giro hanno vinto loro.

C’è una ragione per cui, evidentemente, non ho mai fatto politica: la politica non fa per me. Non ho sufficiente pelo sullo stomaco, non sono abbastanza ipocrita e opportunista. L’avevo capito sin dai movimenti studenteschi, quando pensavo che la sinistra giovanile avesse effettivamente in animo di cambiare ciò che non andava all’università e poi mi sono ritrovato vittima di agguati in pieno stile pcus, con tanto di processo pubblico, solo perché, ragionando con la mia testa, non accettavo di sostenere supinamente idee che non condividevo.

Così sono rimasto libero. Fuori dai giochi, però libero. È così voglio restare.
Libero di pensare con la mia testa, libero di criticare, senza aver paura di essere epurato, senza padroni e, soprattutto, non compromesso e, quindi, non ricattabile.

Andate avanti VOI, fermate il declino.

Con estrema serenità.

A.