Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

05 dicembre
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Contenti voi…

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10 settembre
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“La verità è che non ce state a capi’ più un cazzo, ma da mo!’”

E’ vero, non ne volevo parlare più, ma non è colpa mia se mi ci tirate per i capelli.

Berlusconi.

Ancora stiamo lì a strapparci le vesti perché non è stato messo in galera. Per B. diventiamo tutti fini giuristi esperti di diritto costituzionale, così come per i mondiali di calcio siamo tutti allenatori, in grado di disquisire – e meglio del disgraziato CT di turno – di formazioni e schemi di gioco.

La realtà, purtroppo, come direbbe il destroide Ennio Fantastichini “è che non ci state a capi’ più un cazzo, ma da mo’! “

Non ci sono bastati 20 anni di Berlusconismo per farci capire che B. ha avuto tutto questo successo anche (e soprattutto) perché era un ottimo collante e “ombrello” per la sinistra, che, in questo modo si è potuta permettere di vivacchiare, limitandosi ogni tanto a puntare il dito contro il puzzone.

Con questo, sia chiaro: B. è indifendibile, ma, lo è allo stesso modo in cui lo sono D’Alema, Amato, Rutelli, Formigoni & c.

Rispetto a questi personaggi, la differenza far destra e sinistra nella condotta politica e di governo è impalpabile: praticamente hanno fatto – e continuano a fare – le stesse cose. Con la differenza che nel frattempo i secondi ti fanno anche la predica, dato che sino a oggi, stranamente, sono rimasti impuniti.

Quello che rifiuto categoricamente è la divisione manichea fra buoni e cattivi che la peggiore sinistra ha imposto.

Da dove vogliamo cominciare?

Dalla legge elettorale? Il famoso porcellum, per cui tanto la sx si straccia la vesti a Roma – solo a parole, visto che Letta ancora ‘sta riforma della legge elettorale, per cui, principalmente, ha ricevuto il mandato da Napolitano, non l’ha fatta – non è altro che la legge regionale toscana, nata prima di quella nazionale. Ma il cinghialum, come la chiama Renzi, in Toscana va bene, perché in Toscana si vince noi.

O forse vogliamo parlare di riforme costituzionali? Quante volte avete sentito dire che la sacra Carta costituzionale, per cui la sx manifesta in piazza in caso di difficoltà, per alternare un po’ rispetto all’additamento continuo del puzzone, non si poteva toccare con riforme unilaterali non condivise? Peccato che quando ha potuto, la sx – da sola – l’ha modificata. Mi riferisco a quella scellerata riforma del titolo V della Costituzione, non approvata dai 2/3 del Parlamento e per questo oggetto di referendum, effettuata dal Governo dell’Ulivo quasi a fine legislatura, di cui, ancora oggi se ne paga le conseguenze con continui ricorsi alla Corte costituzionale per conflitti di attribuzione far Governo e Enti locali. Nonostante questo, 4 anni dopo, improvvisamente, le riforme unilaterali non andavano più bene, al punto che si è paralizzata la riforma del Governo B. del 2005, nonostante che -a differenza di quella del 2001 – fosse stata approvata dalla maggioranza assoluta del Parlamento, mettendo in piedi una sollevazione popolare, conclusasi con il rigetto del referendum confermativo (v. stesso link sopra).

Oppure, infine, vogliamo parlare di scandali finanziari e nomine pilotate? Perché nessuno si chiede come mai, dopo che è saltato il coperchio del MPS, D’Alema parla ancora, con quel fare da primo della classe, e non è in esilio in una sua Hammamet? Era un segreto di pulcinella il fatto che a Siena non si muoveva foglia se d’Alema non voleva. Dalla Banca alla Fondazione e poi, a cascata, in Comune e Provincia, fino ad arrivare alle squadre di calcio e di basket. Come mai non leggo continuamente sui giornali di intercettazioni e fughe di notizie relative alle indagini MPS: forse che il segreto istruttorio, ancora una volta, vale solo da una parte?

In conclusione, e in estrema sintesi, cari amici, anch’io ritengo che B. si un puzzone, ma non accetto che sia a dirmelo chi lo è stato altrettanto, quando ha potuto, e per di più, grazie a una “divina” impunità, definitivamente consolidata in era di tangentopoli e che valse un seggio sicuro di sinistra nel Mugello al buon Di Pietro.

La realtà è che, se non sono mai state fatte la riforma della legge elettorale, una legge sul conflitto di interessi e altre riforme strutturali, è solo perché in parlamento e al governo non c’è stato mai nessuno che abbia potuto alzare il dito a dire che “il re è nudo”, visto che mancava anche lui dei vestiti. In questo Giuliano Ferrara ha tragicamente ragione: la politica oramai è avvitata in un circolo vizioso, per cui coopta solo soggetti compromessi, in modo che possano essere ricattabili.

Motivo per cui, se vogliamo uscirne, smettiamola di chiedere che B. vada in galera, perché oramai non cambierebbe di una virgola la situazione del paese e cominciamo a chiedere piuttosto conto ai nostri governanti di quello che stanno facendo per il bene del paese, stappandogli con forza la foglia di fico del puzzone con cui si stanno coprendo da vent’anni, per nascondere,  che non ce stanno a capi’ più un cazzo, ma da mo’!

12 novembre
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Ancora primarie

Il fatto che la Alicata sostenga così attivamente Renzi mi dà da pensare: fino ad oggi ho avuto una pessima opinione di Renzi anche per lo scarso spessore dei suoi Renzi boys, proni e supini (come solo si può essere di fronte a un pensatore unico).

Per questo non comprendo la scelta di Alicata, che ho apprezzato spesso per le sue opinioni.

Probabilmente, ancora una volta, si tratta della solita scelta del meno peggio che, da questo punto di vista, capisco perfettamente nei confronti di D’Alema e Bersani (bruciato il primo e scarsamente carismatico il secondo) ma non di Vendola: se io fossi integralmente di sinistra, e non liberale, non avrei infatti dubbi a votarlo, anche perché sino ad oggi ha dimostrato di saper vincere le proprie battaglie, portando avanti valori di sinistra.

Avrei, invece, forti perplessità sul mantenimento delle promesse di Renzi, fatte a tutti e per tutto, nelle direzioni più opposte fra loro.
Mah? Continuerò a osservare.

01 ottobre
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Fermate il declino

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Ieri sono stato a sentire Oscar Giannino & co. al Baglioni.

L’analisi del passato è stata lucidissima, così come l’individuazione delle necessità del Paese.

Le soluzioni, com’è inevitabile, devono essere approfondite nei dettagli.

Mi è piaciuto molto l’aria che si respirava. Le affermazioni nette che si sono sentite e si sono potute dire, senza timore di essere smentiti e senza ipocrisia, dato che quei misfatti non si era contribuito a compierli.

Certo, il pragmatismo ha anche il suo rovescio della medaglia: mi è toccato sentire che nel panorama degli attuali partiti, l’unica novità è rappresentata da Matteo Renzi, l’unico a mettere in discussione la leadership del partito, e capace almeno di portare avanti questa forma di rinnovamento.

È così, ancora una volta, il criterio di scelta rimane sempre quello che avevo deciso di aborrire: il meno peggio!

Nelle discussioni fra i presenti, misi dice che bisogna essere realisti, che le scelte vanno fatte tenendo conto dei fattori dati, e che, intanto, “vuoi mettere la soddisfazione di vedere la faccia di D’Alema e della Bindi che perdono le primarie”.

Tutto vero. Però…
Però nessuno mi toglierà dalla testa che questi Renzi non lo conoscono, che la scelta del meno peggio ci ha portato fino a qui, che con questo criterio abbiamo accettato: Andreotti, con tutte le sue ombre; mani pulite, con la sua ipocrisia; Di Pietro, come fosse diverso; il ruolo supplente della magistratura, facendola diventare un potere incontrollato e incontrollabile; Berlusconi, come fosse una novità; per finire con Monti, come extrema ratio.

Sia chiaro: anch’io voglio veder sparire D’Alema e la Bindi, e con loro, Bersani, Berlusconi, Fini, Casini, Formigoni, Bossi e tutte quelle vecchie facce che non posso e non voglio vedere più in giro e che ci hanno portato fin qui.

Quello che mi fa paura, però, lo dico chiaramente, è l’opportunismo ambizioso di quell’uomo, che riesce a dire il tutto e il contrario di tutto (esattamente come gli altri) sostenendo (esattamente come gli altri), che non l’aveva mai detto (v. una per tutte, il Monti-bis). È la sua matrice cattolica, che, anche a questo giro, ci impedirà di avere un vero partito “liberal”, il suo non accettare consigli da nessuno e circondarsi di “yes man”…

Non sopporto, poi, l’ipocrisia di chi ne parla male a quattrocchi e poi in pubblico lo loda, sperando di ottenere qualcosa in cambio per la sua fedeltà o, comunque, di poter continuare a mangiare.

La conclusione? L’ennesima conferma: anche a questo giro hanno vinto loro.

C’è una ragione per cui, evidentemente, non ho mai fatto politica: la politica non fa per me. Non ho sufficiente pelo sullo stomaco, non sono abbastanza ipocrita e opportunista. L’avevo capito sin dai movimenti studenteschi, quando pensavo che la sinistra giovanile avesse effettivamente in animo di cambiare ciò che non andava all’università e poi mi sono ritrovato vittima di agguati in pieno stile pcus, con tanto di processo pubblico, solo perché, ragionando con la mia testa, non accettavo di sostenere supinamente idee che non condividevo.

Così sono rimasto libero. Fuori dai giochi, però libero. È così voglio restare.
Libero di pensare con la mia testa, libero di criticare, senza aver paura di essere epurato, senza padroni e, soprattutto, non compromesso e, quindi, non ricattabile.

Andate avanti VOI, fermate il declino.

Con estrema serenità.

A.

05 settembre
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Tristi siparietti da declino dell’impero

Sui giornali di oggi continua la farsa di una classe politica alla frutta, disposta a tutto pur di continuare a garantirsi ingiustificati privilegi, grattando il fondo del barile, prima che la nave vada a fondo.

Alcune riflessioni

1) Tutti questi attacchi a Renzi rischiano di farmelo diventare simpatico: se non avessi deciso di smettere definitivamente di votare il meno peggio (è da quando ho il diritto di voto che sono costretto a farlo) mi verrebbe voglia di appoggiarlo. Sono troppi, però, gli aspetti che non mi piacciono di quell’uomo. Quello che temo, è che diventerà simpatico a molti. Come ha scritto egregiamente Ciuffoletti nel Corriere fiorentino di oggi, la sinistra sta facendo con Renzi gli stessi errori che ha fatto con Berlusconi: anziché parlare di contenuti, contestano l’avversario. Con grande gioia dell’avversario, che ogni giorno è ricordato sui giornali e in tv. In questo modo abbiamo avuto vent’anni di B.. Temo che finiremo per avere vent’anni di R.
2) La Minetti non si dimette: è chiaro. Aspetta di maturare la pensione ;-) E poi perché dovrebbe farlo, visto che Forminchioni è ancora lì, con la faccia come il didietro esposta su tutti media?
3) La Bindi sta cercando di recuperare sulle nozze gay (qualcuno deve aver spiegato alla maga nocciola che sono tanti voti) impastandosi sempre di più. La soluzione è semplice: basta riconoscerle, fregandosene di cosa pensa il papa, che farebbe meglio a occuparsi dei problemi che ha in casa (v. ad es., alla voce preti pedofili), piuttosto che ingerirsi nel governo dello stato Italiano. È incostituzionale? Cambiamo la costituzione, che problema c’è? È stata scritta nell’Italia del primo dopoguerra, quando le donne giravano velate e vestite di nero come nei paesi mussulmani, vigente il delitto di onore e il reato di adulterio (valido solo per le donne). È chiaro che su questi aspetti non può essere più al passo con i tempi.
Tutto il resto sono chiacchere e compromessi, che non portano da nessuna parte. A forza di fare distingui, si rischia di arriva ad affermazioni folli, tipo quelle del senatore USA Akin, su stupro e aborto.

Mala tempora currunt

P.S. a Ciuffoletti l’onore della “perla” della foto di Renzi, rubata dalla sua bacheca di fb.