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Blog di Antonio Stancanelli

05 marzo
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Poche semplici regole

E pensare che basterebbe così poco.

Basterebbe seguire poche semplici regole, di cui questa rientra sicuramente fra le prime 5

05 dicembre
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30 novembre
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Una parentesi di poesia

Pur essendo un “caprone” musicale, nel senso che non ho mai studiato la musica, né mai uno strumento, dai tempi del liceo coltivo una passione naif per la musica classica.

Con il tempo e procedendo a caso, semplicemente ascoltandola, ho finito per individuare dei compositori, dei generi e, ultimamente, anche degli interpreti che amo di più.

Fra i compositori, grazie a quell’istrione che era Gould, sicuramente Bach è il preferito. Anche perché ritengo verissima quella affermazione, che credo provenire dallo stesso Gould, secondo cui Bach è un compositore talmente senza tempo, che può essere eseguito anche riarrangiandolo in chiave moderna (come. di fatti, è stato fatto da molti musicisti Jazz, non ultimo Uri Caine).

Questo, e un’offerta legata al nuovo Kindle, mi hanno così portato a leggere “Come Bach mi ha salvato la vita” del pianista Iraniano Ramin Bahrami.

Come opera letteraria, ovviamente, il libro non è granché. E’ bellissimo però leggere l’amore sviscerato di quest’uomo per la musica e come, in particolare, il legame con Bach gli abbia consentito di superare le avversità che la vita l’ha costretto ad affrontare.

Nel libro, poi, è contenuta una critica al mondo accademico musicale. Non conosco quel mondo, però conosco in generale la scuola italiana e credo che tale critica, mutatis mutandi, calzi a pennello:

“non trovo giusta la tendenza assai diffusa nel mondo accademico di voler a tutti i costi infrangere l’atmosfera incantata in cui crescono quei bambini che si avvicinano alla musica con gioia e desiderio di sperimentare: l’entusiasmo è uno degli ingredienti più importanti per lo sviluppo di un vero musicista, una fiamma che non deve essere spenta, soprattutto da chi lavora nell’ambito accademico, che dovrebbe invece alimentarla e coltivarla”

Adesso, chiudete gli occhi e godetevi questi pochi minuti di poesia pura, di chi questa fiamma è riuscito, fortunatamente, a tenere accesa.

07 agosto
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Essere o non essere: questo è il problema

Il tema della “scelta” è sempre stato una costante nella mia vita, nel senso che sono sempre stato ossessionato dalla paura di non aver fatto le scelte giuste.

Così, quando sento parlare di questo tema “drizzo le antenne”.

In un certo qual modo il tema della scelta è connesso a quello del cambiamento.

Su quello avevo già scritto sul vecchio blog ma, bontà di splinder, oggi non è più recuperabile.

La sintesi del ragionamento era comunque rappresentata da questa chiusura di una puntata di Grey’s Anatomy (per i fanatici, settima stagione, prima puntata)

Iniziata la vacanza, ho finito di leggere un libro che vi consiglio, specie se avete figli, “I soldi in testa”, di Paolo Legrenzi. Un libretto facile da leggere che ci spiega come l’uomo si rapporti al denaro e gli errori più frequenti che commettiamo (ancora una volta, sappiatelo, non siamo diversi dalle scimmie).

Ho scoperto così, che per fare la scelta giusta in economia occorre tener conto del “costo-opportunità di un’azione”, cioè del “costo della migliore alternativa possibile, quella che evitiamo proprio perché abbiamo invece preferito fare quella specifica azione.

In altre parole, ogni volta che mi trovo di fronte alla scelta “faccio l’azione X oppure no?”, dovrei analizzare i costi e i benefici non solo di X ma di tutte le altre azioni possibili in quelle date circostanze, di tutti gli altri modi per raggiungere l’obiettivo”

A questo, va aggiunto il principio dei “costi sommersi”

“Dal punto di vista di un uomo d’affari, il principio dei costi sommersi potrebbe venire riassunto nella capacità di abbandonare un’impresa, un programma che ha chiesto risorse – cioè tempo, soldi e affanni – nel momento in cui sono disponibili imprese più promettenti. Le risorse già impiegate non contano, qualora ci sia un altro programma d’investimento più profittevole a parità di futuri investimenti. È meglio dirottare lì le risorse, perché le risorse investite nel programma meno conveniente sono ormai irrecuperabili (sommerse, per l’appunto)”

“il “principio del costo opportunità” – prosegue Legrenzi – “prescrive di esaminare anche alternative che normalmente ci capita di trascurare, mentre il principio dei costi sommersi ci insegna a trascurare dei costi che erroneamente prendiamo in considerazione e influenzano il nostro modo di agire”.

Queste regole economiche, secondo Ligrenzi sono utilizzabili per compiere qualsiasi scelta, però con una avvertenza:

“In realtà non tutto è misurabile e confrontabile. Neppure tutto è monetizzabile. Ci sono degli oggetti che hanno valore proprio perché non hanno prezzo, un po’ come suggeriva Oscar Wilde, paradossalmente, quando diceva: «un uomo che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna». Oscar Wilde allude alla possibilità che “conoscere i prezzi” rovini in certo qual modo il valore delle cose che ci circondano, alle quali teniamo di più, alle quali siamo affezionati.”

“Ci sono scelte veramente importanti”, spiega, poi, l’autore, per le quali questi criteri non valgono più: “si tratta di quell’insieme di scelresta te che vi portano a vivere come persona adulta, a fare un lavoro, ad allevare dei figli, insomma tutte le cose più rilevanti e impegnative della vita. Impegnative, appunto, perché questo genere di scelte non è revocabile, se non a prezzo di grandi sofferenze (e non di semplici “costi”). E, contrariamente ai princìpi economici di base, in tutti gli snodi essenziali di questo percorso fatto di scelte non sempre consapevoli, le scelte appunto della vita, è consigliabile “focalizzarsi” sulla scelta, trascurare le alternative. Anzi talvolta, fatta la scelta, è bene dimenticarsi le altre possibilità, se queste avevano sfiorato la nostra mente o se avevano fatto parte della nostra vita precedente la scelta. Dimenticare è più importante, in questi casi, che ricordare. Se si tratta di scelte importanti, meglio d’impegni vitali, è bene violare anche l’altro principio cardine della razionalità economica, quello dei costi sommersi. È consigliabile proseguire un lavoro, continuare a stare con il partner con cui avete condiviso una parte importante della vita, proprio perché avete “sommerso” risorse di ogni tipo in quel lavoro, in quella vita di coppia, persino in quella famiglia che magari da due è passata a più di due, perché avete “prodotto” dei figli.”.

Così credo di aver capito che, per le scelte importanti, quelle che mi preoccupano di più, conti molto superare il pensiero di aver compiuto la scelta sbagliata. Perché ci depotenzia, lasciandoci una riserva mentale che non ci fa impegnare fino in fondo.

Quindi, non resta che ragionare bene prima di effettuare una scelta, tenendo conto dei “costi opportunità” e di quelli “sommersi”, ma poi, una volta deciso, pigiare, pigiare, senza rimpianti.

11 gennaio
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2012, come ripartire

Inizia un nuovo anno.

Non sarà dei più semplici. Pure i Maya renderanno le cose difficili ai superstiziosi.

In realtà, per me il nuovo anno è iniziato a settembre. Io sono ancora legato ai ritmi scolastici, perché mi sembrano più naturali: terminano le vacanze estive, quelle più lunghe, in cui si ricaricano le batterie, e si riparte.

In ogni caso, vediamo di ripartire alla grande.

Non sono più tempi da grasso che cola, con margini per tutti, dove si può andare avanti per inerzia.

Bisogna impegnarsi. E per impegnarsi, bisogna sapere dove si vuole andare.

Iniziamo a concentrarsi sugli obiettivi: perdiamo tempo a pensarli, rendiamoli concreti individuando le mosse pratiche da fare fin da domani per raggiungerli e restiamo focalizzati.

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca)

01 dicembre
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Verità senza tempo

Da ragazzo ero anarchico, adesso mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi governa

Ennio Flaiano