Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

20 giugno
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18 febbraio
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Scuola: basterebbe scoprire l’acqua calda (nessuno li può giudicare?)

imageQuale genitore di due ragazzi in età scolare (1 e 3 media) mi trovo come molti di voi alle prese con un sistema scolastico inadeguato, fermo a schemi ottocenteschi, ingessato dale tipiche inefficienze del pubblico impiego, qui elevate al l’ennesima potenza.

In estrema sintesi, ogni scuola, come ogni ufficio pubblico, si regge sulla libera iniziativa individuale di pochi volenterosi che, muniti di un codice morale autonomo, portano avanti la baracca cercando di sopperire all’inefficenza del sistema e alla indolenza e incapacità dei colleghi.

In tutto questo, l’aspetto che piu mi fa disperare è l’assoluto rifiuto di quello che gli americani chiamano feedback. Gli insegnanti sono quelli che “sanno”, quindi se c’è qualcosa che non funziona è sempre colpa degli studenti che non capiscono o non vogliono imparare. Questo assunto presuppone l’assoluto rifiuto, non solo di qualsiasi forma di giudizio esterno (v. ad esempio l’invalsi), ma addirittura di qualsiasi forma di ascolto, tanto più se la voe proviene dagli studenti, che non hanon diritto di giudicare essendo lì per essere (solo) giudicati.

Si pretende, così, di svolgere un buon servizio senza preoccuparsi nemmeno di sapere come questo servizio viene percepito dagli utenti.

Eppure basterebbe poco, come ci ricorda Antonella Landi oggi sul corriere fiorentino  Con un articolo di cui vi riporto il passaggio centrale, dove sono riportate le domande di un questionario sottoposto agli studenti di una scuola del Trentino, con risposte anonime da crocettare.

Benvenuta acqua calda!

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