Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

Archive for the 'Politica' Category

01 dicembre
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Salvini e il gommista aretino

c726913f-2640-42ad-b0a7-dd32d58742e7Scusate, ma sono solo io a trovare folle che un Ministro dell’interno anziché indagare sulla mancata protezione da parte delle Stato del gommista aretina che ha sparato al ladro, evidentemente abbandonato  dalle strutture (anche) del SUO Ministero, gli manifesti il suo appoggio per essersi difeso da solo?

Quand’è che abbiamo abbandonato il concetto che la difesa delle persone e del loro patrimonio spetti a loro stessi e non allo Stato? E soprattutto, che ce ne facciamo di un ministro dell’interno che non crede più nel proprio compito.

Dov’è finita la responsabilità politica?

Di questo passo, mi aspetto di sentire il Ministro della giustizia che esprima la solidarietà a chi, non ottenendo giustizia in Tribunale, per l’inefficienza del sistema giustizia, se la sia fatta da solo, come se parlasse da un uomo di strada e non da colui che tale efficienza deve garantire.

Perché, utilzzando la stessa solerzia con cui sta sbattendo i migranti nel mezzo di strada, non ha annunciato un immediata apertura di un‘indagine interna al suo Ministero, per accertare come mai quell’uomo sia stato lasciato da solo a fronteggiare i ladri?

Ecco, questo non lo comprendo: perché questi Ministri parlano da uomini della strada, come se non fossero al Governo?

19 novembre
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Pucciarelli: una delle peggiori nomine che non riesco a mandar giù

Come sapete, nei giorni scorsi Salvini ha piazzato la senatrice Pucciarelli come capo della Commissione dei diritti umani.

Qui trovate la notizia.

Sono passati i giorni e non riesco a farmela andar giù: va bene tutto, va bene lo spoil system, va bene l’avvicendamento nelle cariche, ma mi è sembrato uno schiaffo troppo forte a questo paese che, nonostante tutto, non se lo meritava.

Sulla Pucciarelli è stato scritto tanto.

Io vorrei invece ricordare ancora una volta la levatura morale di chi l’ha preceduta e che è stato indegnamente messo da parte.

E mi piace farlo, con le sue parole, per le quali tre anni fa già lo ringraziai.

Grazie Senatore Manconi. Grazie.

10 novembre
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Ancora sul Mo’-Vi-Mento 5Scientology. Ancora sul condono

Leggo oggi su Repubblica l’intervista a Riccardo Fraccaro, che molti non sapranno nemmeno chi sia vista la sovraesposizione mediatica del duo Salvini/Di Maio, ma che riveste la carica di ministro dei rapporti con il parlamento nell’attuale governo.

Come tutti i “miracolati“ dell’infornata cinque stelle non può sottrarsi all’ordine di scuderia Casaleggio di diffondere evidenti falsità al solo scopo di farle diventare vere e dettare la linea a uso social degli adepti della setta M5Scientology.

Questa è la sua dichiarazione come appare su Repubblica:

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Al contrario, come ho già scritto, con il comma 3 dell’art. 25 il governo punta a far applicare le norme del primo condono ‘85 anche ai condoni ‘94 e 2003, con il risultato, non solo di superare i limiti dimensionali del condono ’94 e 2003, ma, soprattutto, di rimuovere il divieto di sanatoria del condono 2003 in presenza di vincoli.

Quindi:

- NON E’ VERO che hanno solo velocizzato i termini di definizione dei condoni. Hanno stabilio che tutti i condoni debbano essere esaminati in base alle norme del condono 1985;

- NON E’ VERO che hanno inserito anche la valutazione della Soprintendenza. Piuttosto, hanno consentito, per il condono 2003, che, invece di negare in automatico il condono per le opere difformi in presenza di qualsiasi vincolo, ivi compresi quello ambientale e idrogeologico, possa essere sentita la Sovrintendenza o altro ente preposto al vincolo. Per di più, bypassando i limiti dimensionali dei condoni ’94 e 2003.

Mo’-Vi-Mento, appunto.

Fatto sta che, sono sicuro, questa novella sarà propagata per tutti i media e i social, fino a farla risultare vera, soprattutto agli occhi degli elettori/adepti del movimento.

10 novembre 2018

06 novembre
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Il problema del M5S è che mentire fa parte del loro DNA: le arance di Sicilia.

agrumi-arance-frutta-625x350Il problema della gestione politica del fenomeno 5s è che hanno una capacità di mentire fuori dal comune.

Questa loro caratteristica deriva dal fatto che, essendo una setta – è tanto che sostengo che la “S” nell’acronimo “M5S” sta per “Scientology” – le loro menzogne non vengono mai smentite dai loro adepti, che, al contrario, le diffondono ai quattro venti, fino a farle diventare verità.

Un piccolo esempio stupido per tutti: l’accordo con la Cina per la commercializzazione via aerea delle arance italiane.

La novella grillina narra di un prode Di Maio che prende l’aereo, rigorosamente in seconda classe – vi risparmio il penoso video su Twitter – per concludere un accordo a cui nessuno aveva pensato prima.

E subito gli adepti lo rilanciano, spacciandolo per una genialata, in rottura col passato visto che i Pdioti ( Dio mio: l’ho scritto) non ci avevano mai pensato.

Questo il comunicato del fedele EuroScientologo di turno che, badate bene, si preoccupa subito di reinventare la realtà con frasi ad effetto coniate dagli “strateghi della comunicazione” della setta (leggi: fabbricatori di balle sesquipedali) tipo “con il Pd al governo gli agricoltori non raccoglievano più gli agrumi dagli alberi”, oppure  “Questi sono fatti di cui essere tutti orgogliosi”.

Così, per puro divertimento, non sapendo niente sull’argomento mi sono fatto un giro di un minuto su internet, ritenendo poco credibile che un accordo del genere fosse stato messo su in così poco tempo e, per giunta, da incompetenti totali quali sono gli attuali governanti.

Il risultato è questo articolo del gennaio 2018, quando l’attuale governo di cialtroni, ahimè, non solo non esisteva, ma non era nemmeno immaginabile, da cui si scopre che l’accordo, come pensavo, era stato preparato da tempo dal precedente governo e, evidentemente, mancava solo la firma.

Nessuno degli adepti della setta se ne accorgerà mai e, temo, nemmeno gran parte dei giornalisti, troppo impegnati a correre in soccorso dei vincitori (citando Flaiano).

Per concludere questa chicca, ora, immaginatevi la cosa a parti invertite, con Renzi o Gentiloni che si intestano risultati di altri governi e il conseguente articolo del professorino Travaglio o, peggio ancora, gli agguati alle spalle della corrente avversa dello stesso PD: buona vomitata a tutti!

17 ottobre
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Renzi da Floris

Renzi, Di Maio non serio, un premier non scappaNon ho visto la trasmissione. In rete ho trovato questo.

Ho letto che dopo altri giornalisti gli hanno fatto ulteriormente le pulci, come, secondo me, è giusto che venga fatto.

Mi permetto alcune brevissime riflessioni:

1) il divario fra quanto promesso e quanto poi sta facendo questo governo è oggettivamente enorme, perché le promesse erano realmente irrealizzabili. Questa cosa l’ho sentita dire dai membri dell’attuale opposizione in campagna elettorale, ma non ricordo di averla sentita da chi li intervistava. Eppure i numeri erano gli stessi di oggi. Ricordo piuttosto l’assenza di controparti politiche e giornalisti con la sola funzione di “porgere” le domande.

2) Renzi ha correttamente rivendicato il diritto di perdere le elezioni se questo dipende anche dal fatto di aver salvato le persone in mare, facendo bene comprendere che un leader politico non ha il solo compito di assecondare la pancia dei suoi elettori, seguendo i sondaggi, bensì quello di guidarli, secondo una visione di lungo periodo e propri valori etici, anche se questo può significare apparire impopolare e rischiare di non essere rieletto.

3) Come Renzi, credo che gli incentivi vadano dati a chi lavora e a chi crea lavoro, piuttosto che a chi non ha lavoro. Mi spiego. E’ giusto sostenere chi è in difficoltà. Anche il governo Renzi lo ha fatto. Ma se si vuole risolvere il problema della disoccupazione, bisogna favorire la creazione di posti lavoro, detassando il lavoro e l’impresa, piuttosto che istituire sussidi, e dando flessibilità al lavoro, come è stato fatto dal governo Renzi.

4) Il condono fiscale e lo stralcio delle cartelle è altamente diseducativo. Fa risultare coglione chi ha sempre pagato e incentiva a non pagare per il futuro.

5) E’ chiaro che Renzi oramai non può più essere capo di un Governo. L’aggressione mediatica ordita a tavolino a suo danno non lo rende più credibile, nel bene o nel male. Oramai non si discute più del merito, basta dire “… e allora Renzi?”, così come si dice “…e allora il PD?”, senza bisogno nemmeno di chiarire cosa si voglia intendere con quell’ “allora”. Basta buttarla lì, per chiudere ogni possibilità di dialogo nel merito. Ciò non toglie che possa dare ancora molto alla politica italiana.

6) Ancora una volta, occorrerebbe ripartire dalla scuola. E’ lì che si formano cittadini consapevoli; è lì che si danno le basi per attrezzarsi alla vita ed è ancora lì che si spianano le diseguaglianze sociali. Occorrerebbe reintrodurre educazione civica, per non sentir parlar più di governi non eletti, o di organi di garanzia che “non sono stati eletti da nessuno”; aggiornare i programmi di storia, abbandonando un po’ gli Unni e gli antichi  Romani, per giungere all’età contemporanea. Ieri su un account di twitter, vero o finto che fosse, ho letto che Mussolini aveva scritto molti articoli della Costituzione!! In un quiz televisivo i concorrenti non sapevano collocare temporalmente Hitler cancelliere, e fra le possibile opzioni, hanno scelto prima gli anni ’70 del 900!!!

Ci sarebbero molte cose da fare. Questo governo, però, mi sembra guidato da una visione miope di breve periodo e temo che, ancora una volta, saranno gli italiani a pagare il conto alla fine.

13 ottobre
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Cottarelli

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È iniziata la macchina del fango contro Cottarelli, reo di aver dichiarato che “il re è nudo”, smascherando la non credibilità della manovra di bilancio nei suoi interventi da Fazio.

Sono stati attivati, ancora una volta, i vari siti di presunta controinformazione, satelliti di #Casaleggio e #M5Scientology, ma non direttamente riconducibili a loro, per professare verginità nel caso buttasse male  (stile Trump).

Anche in questo caso va registrato il supporto esterno de #IlFangoQuotidiano.

Scrivono minchiate, sapendolo, al solo scopo di farle condividere dai loro adepti, per far passare il principio che sono tutti uguali e tutti compromessi salvo loro, gli #untidelsignore.

Così, una volta minata la credibilità della vittima di turno, non ci sarà più bisogno di rispondergli  nel merito. Basterà usare le paroline magiche:

#parlaluiche…, #ealloracottarelli

19 settembre
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I soldi della Lega: la mia opinione

matteosalvini_ralfMa guarda un po’ se mi tocca fare le pulci all’informazione per difendere Bossi

Il mio giudizio politico sulla Lega è pessimo e ancor più quello su Salvini.

Nonostante ciò credo che, nell’interesse di tutti, occorra fare un po’ di chiarezza. Anche perché quando l’informazione impugna il machete è sempre pericoloso, perché una volta tocca a te, altra volta tocca a me.

Facciamo un po’ di ordine:

1) la condanna è in capo a Bossi e Belsito (tesoriere), non Salvini;

2) Salvini e non altri, ha deciso, però – non si comprende per quale ragione – di revocare la costituzione di parte civile della Lega contro Bossi e Belsito

3) la richiesta di sequestro dei soldi della lega è conseguenza della condanna in primo grado. La cassazione è intervenuta solo per stabilire la correttezza del sequestro;

4) dato che quei soldi non sono materialmente nelle casse della Lega, la prospettiva era di costringere la Procura a tenere monitorate le entrate della Lega, per fermare ogni incasso;

5) invece di fare ciò, pare – ma non ho letto l’accordo – che la Procura si sia accordata per un versamento volontario, che coniugherebbe il vantaggio per la Procura di non andare a cercare i soldi e, dall’altra, quello della Lega ad avere le risorse per agire politicamente.

Sulla base di questi elementi l’accordo mi pare un giusto compromesso, perché, trattandosi di sentenza di primo grado, c’è sempre l’eventualità di una sua riforma e far “fallire” la Lega significherebbe escludere dalla scena politica un partito, solo perché i precedenti “padroni” l’hanno utilizzato come cassa personale, per di più senza avere la certezza del passaggio in giudicato della loro condanna.

Non comprendo, invece, per quale ragioni Salvini abbia ritirato la costituzione di parte civile nei confronti di Bossi e Belsito, visto che avrebbe rappresentato il modo più veloce, e comunque lo strumento, per recuperare i soldi sottratti da Bossi & Friends in danno alla Lega.

12 settembre
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Qui finisce l’avventura: la farsa dell’Ilva

ilva-taranto-5-1052253Con questa “perla” di paraculaggine il “pirla” chiude la partita #ILVA, travisando il parere dell’avvocatura, per salvare la faccia, ma lasciando in piedi la gara di Calenda.

Nel frattempo, sono stati bruciati svariati milioni e preso in giro numerosi elettori con l’idea del parco giochi, concreta quanto il #biovashball di Grillina memoria.

E avanti così, fino alla prossima improvvida azione di distrazione di massa dalla loro totale incompetenza, in danno delle tasche degli italiani

19 giugno
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La nostra sinistra. (Sottotitolo: non si inventa nulla)

I grandi Monty Python, di un’attualità agghiacciante

22 maggio
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Definitivo!

ukip-movimento-cinque-stelle-perdere-fondi-europei-orig_mainE con questa analisi spietata di Christian Rocca (qui trovate tutto l’articolo), direi che con il M5S possiamo chiudere.

“I 5 stelle sono un progetto politico eversivo, e come tale andrebbe affrontato, perché è nato con l’idea di smantellare la democrazia rappresentativa e di sostituirla con una grottesca democrazia diretta, anzi eterodiretta da una srl milanese. Sono un movimento antidemocratico e anticostituzionale, anche se Grillo e i suoi, al contrario di Gianroberto Casaleggio, potrebbero non esserne consapevoli, perché sono quel genere di ignoranti così ignoranti da ignorare soprattutto le cose che ignorano”

Vostro

A.

22 marzo
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Kubica: campione di vita

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Robert Kubica
Foto: Stefan Brending, Lizenz: Creative Commons by-sa-3.0 de

Il Corriere ci racconta la storia incredibile di un grande campione, Robert Kubica e di come sia stato costretto a “riprogrammarsi” dopo l’incidente.

Una grande lezione di vita sulla potenza dei nostri pensieri, che noi, fortunati, possiamo apprendere senza nemmeno dover sopportare tutto quel dolore.

Sempre vostro.

A.

23 gennaio
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Note fuori dal coro a margine della protesta anti-Trump

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Va detto che siamo un popolo democratico in maniera singolare.

In genere, pur dando per presupposte, in teoria, le regole democratiche, nella pratica ci riserviamo il diritto di criticarne l’esito, non appena il risultato non ci aggrada.

In questo, l’esempio di Trump è sintomatico.

Anch’io sono fra quelli che lo ritiene un Presidente poco adatto, non diversamente da quelli prodotti dalla famiglia Bush, per rimanere su quelli più recenti.

Fossi stato cittadino USA è chiaro che non lo avrei votato.

Trovo, però, singolare la protesta di chi non l’ha votato, ammesso che non riesca a dimostrare l’esistenza dei sempre vagheggiati “brogli”.

Non comprendo, infatti, chi conteggia i voti per dire che, tutti sommati, quelli di Hillary sono stati molto di più. Così ha sempre funzionato nel sistema elettorale americano, in cui i voti dei singoli collegi contrari al candidato risultato vincitore, nella sostanza, ai fini dell’elezione del Presidente, risultano del tutto inutili: chi vince il collegio, vince tutto.

Non si ritiene giusta questa regola? La si cambi. Ma con queste regole, mi pare privo di senso “combattere” il risultato. Più precisamente, mi pare un ragionamento anti-democratico e rischioso far saltare il tavolo perché si è perso. Delegittimare il vincitore,  giustifica il disprezzo delle regole. Particolarmente pericoloso di questi tempi.

La risposta di Trump alla marcia delle donne, giudicata “arrogante” dai media, letta secondo questo ragionamento, non fa una grinza: “perché queste persone non hanno votato?”

Riportando il tema in Italia, mi pare di rivivere il periodo di Berlusconi, in cui gli avversari, anziché concentrarsi su un progetto comune con cui batterlo in termini politici, si agitavano nella ricerca di scorciatoie, prima fra tutte – per i danni che ha causato – quella giudiziaria, attuata affinando e consolidando il filone avviato ai tempi di mani pulite.

Questo atteggiamento, consentitemi, anti-democratico, è in questi giorni rispolverato nei confronti di Lega e, soprattutto, M5S, contro i quali il centro-sinistra, anziché schierarsi con un credibile programma comune, preferisce spaccarsi in cento rivoli, accomunandosi solo nella ricerca di colpire il nemico comune attraverso scorciatoie.

Vedo, in particolare, una controindicazione evidente in questo atteggiamento: l’incapacità di fare autocritica, chiudendosi nella propria elitaria e autoreferenziale bolla di vetro, come piccoli pesci rossi, incapaci oramai di entrare in contatto con le acque aperte, rappresentate, fuor di metafora, dalle esigenze dei cittadini che dovrebbero eleggerli e di cui oramai non conoscono più niente e che, per questo, stanno smettendo di votarli e di dargli mandato a governare.

Sempre vostro.

A.

05 dicembre
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14 novembre
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Gli inglesi sono arrabbiati, gli americani sono arrabbiati, anche gli italiani sono arrabbiati: brutto momento per fare un referendum

imagesLa lunga via crucis che ci sta portando verso il referendum costituzionale sta giungendo a compimento e ho il terrore che si concluda sul Golgota.

Le recenti votazioni popolari, in particolar modo il referendum per Brexit e le presidenziali USA, ci stanno facendo vedere una larga fetta della popolazione incazzata, che, non sapendo chi accusare per lo stato in cui si trova, colpisce a casaccio, in base agli umori di pancia (Grillo ha addirittura legittimato questo tipo di votazione per il referendum costituzionale), puntando al politico di turno al potere.

Nessuno vuol ragionare. Come ha ben chiarito Moore per Trump, si tratta del vaffa più grande della storia.

A questo vaffa, in Italia, si aggiungono anche:

- i teorici dello spaccamento del cappello in 4, tipici della nostra sinistra, “benaltristi” per professione, che però portano allo stesso risultato disfattista;

- la pletora di rancorosi politici della vecchia guardia – sia anagrafica, che mentale – che pensano di sfruttare l’occasione per tornare alla prima repubblica;

- tutta una serie più disparata di politici e intellettuali “sciolti” che non hanno niente in comune se non l’odio per Renzi, che strumentalizzano argomenti tecnici fingendo di avere un’opposizione al merito della riforma (si pensi che CasaPound, e dico CASA POUND, teme la deriva autoritaria della riforma e si erge, assieme all’ANPI, a tutela della costituzione, così come la teme lo stesso Berlusconi, che, però, nel 2006 aveva previsto, nella SUA riforma costituzionale – bocciata dagli elettori – che il premier potesse sciogliere le Camere :-D ).

Sarò anziano (si nasce incendiari e si muore pompieri), ma” rovesciare il tavolo” non mi pare un grande obiettivo, specie in questo momento delicato.

Per questo ho paura per il 4 dicembre, perché nessuno si sta chiedendo chi raccatterà i cocci.

Sempre per la stessa ragione non finirò mai di maledire l’errore politico di un uomo che, non essendocene bisogno, è andato a cacciarsi in questo cul-de-sac: oramai nessuno lo ricorda più, ma se siamo a votare il referendum è per la raccolta di firme del comitato del sì, perché quelli del no hanno invece fallito l’obiettivo. Si è così stravolto l’istituto del referendum costituzionale che sarebbe “oppositivo”, nel senso che è posto a tutela della minoranze, per rovesciare l’esito della votazione in parlamento, ed invece è stato voluto in questa occasione a scopo “confermativo”, a “glorificazione” del voto già espresso dalla maggioranza.

Ce n’era bisogno? Nell’epoca del qualunquismo imperante e della rabbia di pancia, credo proprio di no. Chiedete a Cameron ;-)

Fingers crossed

 

 

 

12 novembre
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Trump e Michael Moore: informatemi ‘sta cippa!

Sta girando su FB, che sto guardando distrattamente per non incazzarmi per la stupidità imperante, un video postato da “informare per resistere” (!) dal quale sembrerebbe che Michael Moore, nel predire la vittoria di Trump, avrebbe detto che è un bene, perché sarebbe il più grande vaffanucolo della storia.

Ecco il video

Conoscendo Moore, mi sembrava strano, così sono andato a guardare il video originale e, come immaginavo, è stata tagliata la parte successiva dove dice che questo “bene” durerebbe, al massimo “un giorno, un mese perché poi l’effetto sarebbe lo stesso del Brexit.

Quindi attenzione a chi vi vuole informare, specie se lo fa “per resistere”. Per fortuna esistono le fonti. Qua sotto vi metto il video integrale. la parte tagliata parte dal minuto 4:50.

P.S: questo post lo metterò anche su FB, perché alle fine credo che sia importante informare per resistere (veramente) a chi fa della controinformazione da pataccari, con la scusa di essere l’unico che scova in rete la verità.

Ecco il video integrale

03 novembre
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Sul referendum costituzionale: un’altra parentesi sulla legge elettorale

38_brancaleoneDa i commenti che raccolgo in giro, credo di dover tornare a parlare di Italicum, perché sto leggendo delle castronerie sesquipedali.

Premetto che, come cittadini, siamo chiamati a votare sulla riforma costituzionale e non sulla legge elettorale: pare lapalissiano ma, evidentemente, per molti così non è.

Premetto ancora che io, a differenza di Zag, sono fermamente convinto che il proporzionale non sia adatto all’Italia, perché ha prodotto un proliferamento di partiti minori, con la necessità di governi di ampia coalizione (e di corrispondenti ampi poteri di veto) e che, sempre a differenza di Zag, ritengo che la legge elettorale serva anche a individuare chi deve governare.

In questo specchietto predisposto dalla Camera dei Deputati è illustrato perfettamente come funziona l’Italicum.

Qui, invece, trovate come funziona il sistema elettorale dei Comuni, in particolar modo quello dei Comuni superiori a 15.000 abitanti.

Giochiamo a “trova le differenze”. Vi aiuto:

a) entrambi hanno la soglia di sbarramento al 3%. La differenza è che per il Consiglio comunale è applicata anche alla sola coalizione e non alla singola lista, nel senso che passano anche partiti sotto il 3, purché apparentati con altre liste sopra il 3. Questo mi pare corretto, perché serve a evitare la proliferazione di partiti minuscoli e micropoteri relativi;

b) entrambi hanno il premio di maggioranza (in prima battuta o a seguito di ballottaggio). La differenza è che, per la Camera, è attribuito a chi raggiunge il 40% e da diritto a 340 seggi (pari al 53,97% dei seggi), mentre per il Consiglio Comunale da diritto al 60% dei seggi

c) Nei comuni si elegge anche il Sindaco, mentre il Presidente del Consiglio - checché ne dicano i Grillini & co. - non è votato dagli italiani, né a costituzione vigente, né a costituzione oggetto di referendum, ma ottiene la fiducia del parlamento (oggi Camera e Senato, con la riforma, della sola Camera) e non importa nemmeno che sia parlamentare.

Mi chiedo quindi: dov’è lo scandalo? Perché per i Sindaci va bene e per il Parlamento no. Un governo che emerge da queste elezioni, per me, non ha più scuse: ha tutti i numeri per governare e per essere giudicato alle elezioni successive sulla base di quello che ha fatto, senza dover compiere scelte di compromesso per accontentare partiti minori, di coalizione o in appoggio esterno, che altrimenti possono far saltare il voto.

Dov’è stanno la deriva dittatoriale, il golpe o altre stronzate simili?. Abbiamo tutti sindaci golpisti in Italia? Perché se così è, lo è anche la Appendino di Torino che, al primo turno ha preso il 30,92% (contro il 41,83 di Fassino), al ballottaggio il 54,56% (contro il 45,44 di Fassino) e, nonostante questo, ha ottenuto 24 seggi, contro i 10 di Fassino, pari a più del doppio! Però, in questo modo, può governare, e non ha scuse: se sbaglia, al giro successivo non sarà rieletta.

Troppo semplice? E allora continuiamo a tenerci le grandi coalizioni all’armata Brancaleone, composte da gente che non ha niente in comune, salvo il nemico, e che quindi, una volta vinto, non è in grado di governare.

 

 

 

28 ottobre
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sul referendum costituzionale: l’art. 117 (spoiler: Komplotto!!!)

somaroOggi mi sono imbattuto ne “la voce del trentino“, “quotidiano on line INDIPENDENTE“, talmente indipendente, che, purtroppo non sono riuscito a trovarne il responsabile.

Tale fantastico quotidiano ha pubblicato un anonimo articolo complottista, secondo il quale (cito testualmente)  ”all’interno del testo della riforma c’è un articolo che i renziani tendono a tenere nascosto, ad ignorare, a far finta che non esista: è il numero 117Dalle parti del PD si tende a minimizzare l’importanza di questo passaggio della riforma, perché ciò che c’è scritto potrebbe significare la definitiva perdita della nostra sovranità nazionale: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione  Europea e dagli obblighi internazionali.”. – cita l’articolo in questione, in pratica, se passano i SI al referendum, all’indomani del voto dentro la nostra Costituzione ci sarà scritto che l’Italia dovrà eseguire gli ordini di Bruxelles e sottostare a qualsiasi decisione dell’Europa.“.

Orbene, si rassegni il dotto costituzionalista: la sovranità nei confronti della Unione europea è già persa da tempo, per effetto della nostra adesione a tale unione SOVRANAZIONALE, appunto.

La modifica del 117 è solo per dare atto che nell’attuale formulazione del 117 (qui il testo vigente, per i komplottisti recidivi), si parla ancora di “ordinamento comunitario, quando invece oggi si chiama Unione Europea

E’ vero che sono dei poveracci… ma ci vuole molta pazienza (e l’insegnamento di educazione civica nelle scuole).

11 ottobre
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Sul referendum costituzionale: una parentesi sulla legge elettorale

Perdonatemi: prima di continuare a parlare del parlamento, due parole sulla legge elettorale.

Alla direzione del PD si sono scoperte le carte e la minoranza ha dovuto fare un bagno di realtà ad opera di Fassino (ho beccato per caso in diretta la conclusione del suo intervento).

È stato detto: volete cambiare italicum? Bene! Siamo franchi e diciamoci che significa, smettiamo di parlare in teoria:

1) andare verso il premio di coalizione e non di lista significa obbligare al ritorno dei governi di coalizione. Dite agli elettori con chi li volte fare questi governi? Verdini puzza. Allora Alfano? Vendola? Salvini? Grillo? Con chi???

2) idem per cambiare la legge elettorale: volete cambiarla? A chi andate a chiedere i voti? Grillo? Forza italia? fratelli d’italia? lega?

Finiamola di dire buffonate, per favore

15 settembre
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Coraggio II

Zanardi e Bebe Vio-2Ho già scritto su Zanardi, che fra l’altro si è ripetuto a Rio con uno splendido oro.

Oggi vi segnalo questa ragazza, che ha uno spirito impressionante e che rappresenta l’esempio vivente di cosa debba intendersi per “pensiero positivo”.

Guardate questo video di Repubblica. Sono sette minuti, ma varranno come balsamo per l’anima per l’intera giornata.

Lo terrò presente, assieme a Alex, per quando vedo tutto nero.

 

12 settembre
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Lo Stato siamo noi

imageUn recente fatto di cronaca svela quale sia il vero male italiano: giudichiamo come inflessibili censori il comportamento altrui, salvo comportarsi allo stesso modo appena ne abbiamo l’opportunità.

Emblematico era già stato il caso dei furbetti del cartellino genovesi che,  affetti da schizzofrenia, truffavano il Comune con finte presenze, salvo inveire sui social contro i politici fancazzisti e con post “anticasta“.

Oggi leggo che l’80% degli autisti ATAC che si erano dati malati per non guidare (e non guidavano), a una visita di controllo sono risultati idonei. D’altro canto, gli autisti ATAC erano già stati tristemente famosi per aver fatto sciopero durante la partita dell’Italia

Ma gli esempi son innumerevoli e sotto gli occhi di tutti e sono certo che ciascuno di voi ne avrà incontrato uno nella vita. Sono tutti riconducibili sotto lo stesso assunto di fondo: lo Stato non siamo noi. Lo Stato è un nemico che, come tale, va fottuto.

Nei paesi che funzionano il principio è l’opposto.

Finché non si cambierà questa mentalità (nei comportamenti, e non a parole o, peggio, con ipocriti post sui social) , non ci sarà riforma capace di salvare il paese.

Vi dirò di più: se cambiasse questa mentalità, le riforme verrebbero da sole.