Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

Archive for the 'Politica' Category

19 giugno
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La nostra sinistra. (Sottotitolo: non si inventa nulla)

I grandi Monty Python, di un’attualità agghiacciante

22 maggio
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Definitivo!

ukip-movimento-cinque-stelle-perdere-fondi-europei-orig_mainE con questa analisi spietata di Christian Rocca (qui trovate tutto l’articolo), direi che con il M5S possiamo chiudere.

“I 5 stelle sono un progetto politico eversivo, e come tale andrebbe affrontato, perché è nato con l’idea di smantellare la democrazia rappresentativa e di sostituirla con una grottesca democrazia diretta, anzi eterodiretta da una srl milanese. Sono un movimento antidemocratico e anticostituzionale, anche se Grillo e i suoi, al contrario di Gianroberto Casaleggio, potrebbero non esserne consapevoli, perché sono quel genere di ignoranti così ignoranti da ignorare soprattutto le cose che ignorano”

Vostro

A.

22 marzo
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Kubica: campione di vita

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Robert Kubica
Foto: Stefan Brending, Lizenz: Creative Commons by-sa-3.0 de

Il Corriere ci racconta la storia incredibile di un grande campione, Robert Kubica e di come sia stato costretto a “riprogrammarsi” dopo l’incidente.

Una grande lezione di vita sulla potenza dei nostri pensieri, che noi, fortunati, possiamo apprendere senza nemmeno dover sopportare tutto quel dolore.

Sempre vostro.

A.

23 gennaio
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Note fuori dal coro a margine della protesta anti-Trump

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Va detto che siamo un popolo democratico in maniera singolare.

In genere, pur dando per presupposte, in teoria, le regole democratiche, nella pratica ci riserviamo il diritto di criticarne l’esito, non appena il risultato non ci aggrada.

In questo, l’esempio di Trump è sintomatico.

Anch’io sono fra quelli che lo ritiene un Presidente poco adatto, non diversamente da quelli prodotti dalla famiglia Bush, per rimanere su quelli più recenti.

Fossi stato cittadino USA è chiaro che non lo avrei votato.

Trovo, però, singolare la protesta di chi non l’ha votato, ammesso che non riesca a dimostrare l’esistenza dei sempre vagheggiati “brogli”.

Non comprendo, infatti, chi conteggia i voti per dire che, tutti sommati, quelli di Hillary sono stati molto di più. Così ha sempre funzionato nel sistema elettorale americano, in cui i voti dei singoli collegi contrari al candidato risultato vincitore, nella sostanza, ai fini dell’elezione del Presidente, risultano del tutto inutili: chi vince il collegio, vince tutto.

Non si ritiene giusta questa regola? La si cambi. Ma con queste regole, mi pare privo di senso “combattere” il risultato. Più precisamente, mi pare un ragionamento anti-democratico e rischioso far saltare il tavolo perché si è perso. Delegittimare il vincitore,  giustifica il disprezzo delle regole. Particolarmente pericoloso di questi tempi.

La risposta di Trump alla marcia delle donne, giudicata “arrogante” dai media, letta secondo questo ragionamento, non fa una grinza: “perché queste persone non hanno votato?”

Riportando il tema in Italia, mi pare di rivivere il periodo di Berlusconi, in cui gli avversari, anziché concentrarsi su un progetto comune con cui batterlo in termini politici, si agitavano nella ricerca di scorciatoie, prima fra tutte – per i danni che ha causato – quella giudiziaria, attuata affinando e consolidando il filone avviato ai tempi di mani pulite.

Questo atteggiamento, consentitemi, anti-democratico, è in questi giorni rispolverato nei confronti di Lega e, soprattutto, M5S, contro i quali il centro-sinistra, anziché schierarsi con un credibile programma comune, preferisce spaccarsi in cento rivoli, accomunandosi solo nella ricerca di colpire il nemico comune attraverso scorciatoie.

Vedo, in particolare, una controindicazione evidente in questo atteggiamento: l’incapacità di fare autocritica, chiudendosi nella propria elitaria e autoreferenziale bolla di vetro, come piccoli pesci rossi, incapaci oramai di entrare in contatto con le acque aperte, rappresentate, fuor di metafora, dalle esigenze dei cittadini che dovrebbero eleggerli e di cui oramai non conoscono più niente e che, per questo, stanno smettendo di votarli e di dargli mandato a governare.

Sempre vostro.

A.

05 dicembre
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14 novembre
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Gli inglesi sono arrabbiati, gli americani sono arrabbiati, anche gli italiani sono arrabbiati: brutto momento per fare un referendum

imagesLa lunga via crucis che ci sta portando verso il referendum costituzionale sta giungendo a compimento e ho il terrore che si concluda sul Golgota.

Le recenti votazioni popolari, in particolar modo il referendum per Brexit e le presidenziali USA, ci stanno facendo vedere una larga fetta della popolazione incazzata, che, non sapendo chi accusare per lo stato in cui si trova, colpisce a casaccio, in base agli umori di pancia (Grillo ha addirittura legittimato questo tipo di votazione per il referendum costituzionale), puntando al politico di turno al potere.

Nessuno vuol ragionare. Come ha ben chiarito Moore per Trump, si tratta del vaffa più grande della storia.

A questo vaffa, in Italia, si aggiungono anche:

- i teorici dello spaccamento del cappello in 4, tipici della nostra sinistra, “benaltristi” per professione, che però portano allo stesso risultato disfattista;

- la pletora di rancorosi politici della vecchia guardia – sia anagrafica, che mentale – che pensano di sfruttare l’occasione per tornare alla prima repubblica;

- tutta una serie più disparata di politici e intellettuali “sciolti” che non hanno niente in comune se non l’odio per Renzi, che strumentalizzano argomenti tecnici fingendo di avere un’opposizione al merito della riforma (si pensi che CasaPound, e dico CASA POUND, teme la deriva autoritaria della riforma e si erge, assieme all’ANPI, a tutela della costituzione, così come la teme lo stesso Berlusconi, che, però, nel 2006 aveva previsto, nella SUA riforma costituzionale – bocciata dagli elettori – che il premier potesse sciogliere le Camere :-D ).

Sarò anziano (si nasce incendiari e si muore pompieri), ma” rovesciare il tavolo” non mi pare un grande obiettivo, specie in questo momento delicato.

Per questo ho paura per il 4 dicembre, perché nessuno si sta chiedendo chi raccatterà i cocci.

Sempre per la stessa ragione non finirò mai di maledire l’errore politico di un uomo che, non essendocene bisogno, è andato a cacciarsi in questo cul-de-sac: oramai nessuno lo ricorda più, ma se siamo a votare il referendum è per la raccolta di firme del comitato del sì, perché quelli del no hanno invece fallito l’obiettivo. Si è così stravolto l’istituto del referendum costituzionale che sarebbe “oppositivo”, nel senso che è posto a tutela della minoranze, per rovesciare l’esito della votazione in parlamento, ed invece è stato voluto in questa occasione a scopo “confermativo”, a “glorificazione” del voto già espresso dalla maggioranza.

Ce n’era bisogno? Nell’epoca del qualunquismo imperante e della rabbia di pancia, credo proprio di no. Chiedete a Cameron ;-)

Fingers crossed

 

 

 

12 novembre
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Trump e Michael Moore: informatemi ‘sta cippa!

Sta girando su FB, che sto guardando distrattamente per non incazzarmi per la stupidità imperante, un video postato da “informare per resistere” (!) dal quale sembrerebbe che Michael Moore, nel predire la vittoria di Trump, avrebbe detto che è un bene, perché sarebbe il più grande vaffanucolo della storia.

Ecco il video

Conoscendo Moore, mi sembrava strano, così sono andato a guardare il video originale e, come immaginavo, è stata tagliata la parte successiva dove dice che questo “bene” durerebbe, al massimo “un giorno, un mese perché poi l’effetto sarebbe lo stesso del Brexit.

Quindi attenzione a chi vi vuole informare, specie se lo fa “per resistere”. Per fortuna esistono le fonti. Qua sotto vi metto il video integrale. la parte tagliata parte dal minuto 4:50.

P.S: questo post lo metterò anche su FB, perché alle fine credo che sia importante informare per resistere (veramente) a chi fa della controinformazione da pataccari, con la scusa di essere l’unico che scova in rete la verità.

Ecco il video integrale

03 novembre
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Sul referendum costituzionale: un’altra parentesi sulla legge elettorale

38_brancaleoneDa i commenti che raccolgo in giro, credo di dover tornare a parlare di Italicum, perché sto leggendo delle castronerie sesquipedali.

Premetto che, come cittadini, siamo chiamati a votare sulla riforma costituzionale e non sulla legge elettorale: pare lapalissiano ma, evidentemente, per molti così non è.

Premetto ancora che io, a differenza di Zag, sono fermamente convinto che il proporzionale non sia adatto all’Italia, perché ha prodotto un proliferamento di partiti minori, con la necessità di governi di ampia coalizione (e di corrispondenti ampi poteri di veto) e che, sempre a differenza di Zag, ritengo che la legge elettorale serva anche a individuare chi deve governare.

In questo specchietto predisposto dalla Camera dei Deputati è illustrato perfettamente come funziona l’Italicum.

Qui, invece, trovate come funziona il sistema elettorale dei Comuni, in particolar modo quello dei Comuni superiori a 15.000 abitanti.

Giochiamo a “trova le differenze”. Vi aiuto:

a) entrambi hanno la soglia di sbarramento al 3%. La differenza è che per il Consiglio comunale è applicata anche alla sola coalizione e non alla singola lista, nel senso che passano anche partiti sotto il 3, purché apparentati con altre liste sopra il 3. Questo mi pare corretto, perché serve a evitare la proliferazione di partiti minuscoli e micropoteri relativi;

b) entrambi hanno il premio di maggioranza (in prima battuta o a seguito di ballottaggio). La differenza è che, per la Camera, è attribuito a chi raggiunge il 40% e da diritto a 340 seggi (pari al 53,97% dei seggi), mentre per il Consiglio Comunale da diritto al 60% dei seggi

c) Nei comuni si elegge anche il Sindaco, mentre il Presidente del Consiglio - checché ne dicano i Grillini & co. - non è votato dagli italiani, né a costituzione vigente, né a costituzione oggetto di referendum, ma ottiene la fiducia del parlamento (oggi Camera e Senato, con la riforma, della sola Camera) e non importa nemmeno che sia parlamentare.

Mi chiedo quindi: dov’è lo scandalo? Perché per i Sindaci va bene e per il Parlamento no. Un governo che emerge da queste elezioni, per me, non ha più scuse: ha tutti i numeri per governare e per essere giudicato alle elezioni successive sulla base di quello che ha fatto, senza dover compiere scelte di compromesso per accontentare partiti minori, di coalizione o in appoggio esterno, che altrimenti possono far saltare il voto.

Dov’è stanno la deriva dittatoriale, il golpe o altre stronzate simili?. Abbiamo tutti sindaci golpisti in Italia? Perché se così è, lo è anche la Appendino di Torino che, al primo turno ha preso il 30,92% (contro il 41,83 di Fassino), al ballottaggio il 54,56% (contro il 45,44 di Fassino) e, nonostante questo, ha ottenuto 24 seggi, contro i 10 di Fassino, pari a più del doppio! Però, in questo modo, può governare, e non ha scuse: se sbaglia, al giro successivo non sarà rieletta.

Troppo semplice? E allora continuiamo a tenerci le grandi coalizioni all’armata Brancaleone, composte da gente che non ha niente in comune, salvo il nemico, e che quindi, una volta vinto, non è in grado di governare.

 

 

 

28 ottobre
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sul referendum costituzionale: l’art. 117 (spoiler: Komplotto!!!)

somaroOggi mi sono imbattuto ne “la voce del trentino“, “quotidiano on line INDIPENDENTE“, talmente indipendente, che, purtroppo non sono riuscito a trovarne il responsabile.

Tale fantastico quotidiano ha pubblicato un anonimo articolo complottista, secondo il quale (cito testualmente)  ”all’interno del testo della riforma c’è un articolo che i renziani tendono a tenere nascosto, ad ignorare, a far finta che non esista: è il numero 117Dalle parti del PD si tende a minimizzare l’importanza di questo passaggio della riforma, perché ciò che c’è scritto potrebbe significare la definitiva perdita della nostra sovranità nazionale: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione  Europea e dagli obblighi internazionali.”. – cita l’articolo in questione, in pratica, se passano i SI al referendum, all’indomani del voto dentro la nostra Costituzione ci sarà scritto che l’Italia dovrà eseguire gli ordini di Bruxelles e sottostare a qualsiasi decisione dell’Europa.“.

Orbene, si rassegni il dotto costituzionalista: la sovranità nei confronti della Unione europea è già persa da tempo, per effetto della nostra adesione a tale unione SOVRANAZIONALE, appunto.

La modifica del 117 è solo per dare atto che nell’attuale formulazione del 117 (qui il testo vigente, per i komplottisti recidivi), si parla ancora di “ordinamento comunitario, quando invece oggi si chiama Unione Europea

E’ vero che sono dei poveracci… ma ci vuole molta pazienza (e l’insegnamento di educazione civica nelle scuole).

11 ottobre
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Sul referendum costituzionale: una parentesi sulla legge elettorale

Perdonatemi: prima di continuare a parlare del parlamento, due parole sulla legge elettorale.

Alla direzione del PD si sono scoperte le carte e la minoranza ha dovuto fare un bagno di realtà ad opera di Fassino (ho beccato per caso in diretta la conclusione del suo intervento).

È stato detto: volete cambiare italicum? Bene! Siamo franchi e diciamoci che significa, smettiamo di parlare in teoria:

1) andare verso il premio di coalizione e non di lista significa obbligare al ritorno dei governi di coalizione. Dite agli elettori con chi li volte fare questi governi? Verdini puzza. Allora Alfano? Vendola? Salvini? Grillo? Con chi???

2) idem per cambiare la legge elettorale: volete cambiarla? A chi andate a chiedere i voti? Grillo? Forza italia? fratelli d’italia? lega?

Finiamola di dire buffonate, per favore

15 settembre
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Coraggio II

Zanardi e Bebe Vio-2Ho già scritto su Zanardi, che fra l’altro si è ripetuto a Rio con uno splendido oro.

Oggi vi segnalo questa ragazza, che ha uno spirito impressionante e che rappresenta l’esempio vivente di cosa debba intendersi per “pensiero positivo”.

Guardate questo video di Repubblica. Sono sette minuti, ma varranno come balsamo per l’anima per l’intera giornata.

Lo terrò presente, assieme a Alex, per quando vedo tutto nero.

 

12 settembre
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Lo Stato siamo noi

imageUn recente fatto di cronaca svela quale sia il vero male italiano: giudichiamo come inflessibili censori il comportamento altrui, salvo comportarsi allo stesso modo appena ne abbiamo l’opportunità.

Emblematico era già stato il caso dei furbetti del cartellino genovesi che,  affetti da schizzofrenia, truffavano il Comune con finte presenze, salvo inveire sui social contro i politici fancazzisti e con post “anticasta“.

Oggi leggo che l’80% degli autisti ATAC che si erano dati malati per non guidare (e non guidavano), a una visita di controllo sono risultati idonei. D’altro canto, gli autisti ATAC erano già stati tristemente famosi per aver fatto sciopero durante la partita dell’Italia

Ma gli esempi son innumerevoli e sotto gli occhi di tutti e sono certo che ciascuno di voi ne avrà incontrato uno nella vita. Sono tutti riconducibili sotto lo stesso assunto di fondo: lo Stato non siamo noi. Lo Stato è un nemico che, come tale, va fottuto.

Nei paesi che funzionano il principio è l’opposto.

Finché non si cambierà questa mentalità (nei comportamenti, e non a parole o, peggio, con ipocriti post sui social) , non ci sarà riforma capace di salvare il paese.

Vi dirò di più: se cambiasse questa mentalità, le riforme verrebbero da sole.

09 settembre
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#dodiciminutietresecondi

Non so come la pensiate sulla riforma costituzionale e sul Movimento 5 Stelle.

Però vi chiedo una cortesia. Fatelo per me.

Mettetevi a sedere e concedetemi 12 minuti e 3 secondi del vostro tempo e guardatevi questo video.

Grazie

 

26 ottobre
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Etica e diritto

Concetto semplice di cui, purtroppo, si è persa la memoria.

Se vogliamo far ripartire questo paese, occorre costruire una nuova etica, cominciando dalle scuole, tenendo, però, sempre a mente questa differenza.

Con buona pace della magistratura e del CSM ;-)

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10 settembre
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Totò 2015

- “Siete una famiglia sterminata”.

- “Macché sterminata, dottor Vespa, siamo tutti vivi!”.

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24 luglio
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Planet Earth 2: the revenge!

Super Gramellini su La Stampa di oggi

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19 luglio
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auto-marchetta!

024191401Finalmente è uscito il libro che vede anche un mio immeritato contributo sulle zone agricole e deruralizzazioni.

Eravamo tanti ed era tanto il materiale da commentare, per cui è venuto un bel tomo.

Niente scuse, però: mettete da parte gli eurini e ….accattativillo!

Qui trovate il link della Giuffrè

01 luglio
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Eppure parrebbe un concetto così semplice

Diversi ma uguali: quando la superiorità morale del PD scompare e destra e sinistra finiscono per comportarsi allo stesso modo, salvo per il fatto che, nel frattempo, la sinistra pretende ancora di farti la predica.

Il massimo si raggiunge poi quando si tratta di ex magistrati, campioni mondiali del rigore morale (però solo quando riguarda gli altri!)

Che pietà!

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02 giugno
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24 maggio
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