Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

Archive for the 'pensieri' Category

04 febbraio
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La democrazia muore nell’oscurità!

Nel caso vi fosse sfuggito, Vi segnalo questo bellissimo spot mandando in onda in America durante il Super Bowl.

Mai come di questi tempi è necessario informarsi.

Informarsi in modo corretto, attraverso persone che lo fanno per professione e che, pertanto, come tutti i professionisti, devono essere pagati. Pagati dall’editore, anche attraverso la raccolta pubblicitaria, ma anche da noi, in edicola, con abbonamenti digitali o altro.

Perché, come è detto nello spot, la conoscenza ci rende forti, perché la conoscenza ci aiuta a decidere, perché la conoscenza ci mantiene liberi e, soprattutto, perché la democrazia muore nell’oscurità!

 

02 gennaio
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I barbari – buon anno!

Quando ho aperto, oramai qualche anno fa, questo rudimentale blog, con questa grafica da blocco sovietico, l’ho fatto perché sentivo la necessità di  condividere qualche mio pensiero, senza essere condizionato dalla dittatura delle regole dei social.

L’ho chiamto partecipazione, in omaggio al grande Gaber, come è spiegato nella pagina ”chi sono”.

Mai avrei immaginato che saremmo arrivati a questo punto e che seguire la politica mi sarebbe risultato cosi penoso,

È chiaro che, ancora una volta, mi era mancata la lucidità di visione, tipica invece dei grandi artisti.

Una cosa non avevo sbaglato, però: partire da Gaber.

Buon anno!

15 novembre
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Arrivals

Oggi, grazie a Repubblica, mi sono imbattuto in questo spot della compagnia aerea SAS e, sarà che mi sto rincoglionendo, sarà che ho entrambi i figli all’estero, fatto sta che mi sono commosso come un cretino.

Buon viaggio, buona partenza ma, soprattutto, buon ritorno!

 

20 settembre
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Buona giornata e buona vita a tutti: I did it all!

Con l’augurio che riusciate ad avere sempre questo insegnamento ben presente.

Perché a volte tendiamo a scordarcelo.

(alzate il volume)

 

 

16 settembre
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Maestri di vita

Discorso bellissimo, da fare ascoltare ai nostri ragazzi, e da ripeterci ogni giorno.

Nella speranza di diventare “brave persone” e, possibilmente, vincenti.

02 agosto
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Non siamo tutti uguali: esistono gli ignoranti

bf53816a-fd36-4575-a9d0-4b987de4bb61-532-0000007eba515709Esiste un limite che non possiamo superare, di fronte al quale dobbiamo fermarci, sempre se siamo ancora in tempo: dobbiamo riconoscere una volta per tutte, che non siamo tutti uguali.

Esistono le persone intelligenti e quelle stupide, quelle che hanno studiato e quelle che non lo hanno fatto e, soprattutto, esistono le persone curiose verso il mondo, aperte quindi all’apprendimento, e quelle che nascono “imparate”, che sono e rimarranno “ignoranti”, nel senso etimologico del termine.

Sembra un principio elementare, ma purtroppo mai come di questi tempi  è necessario tenerlo presente.

Purtroppo, infatti, assieme al principio di “autorità” è stato rottamato anche quello della “autorevolezza”, con il risultato di pretendere di considerare le persone tutte eguali.

Così, però, non è. Teniamolo a mente.

Ha ragione il mio amico veterinario che ha apposto un cartello nel suo ambulatorio: “non confondete le vostre ricerche su internet con la mia laurea specialistica in veterinaria”

 

21 giugno
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Buona estate!

summer

05 giugno
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Michael J. Sandel

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Michael J. Sandel – Harvard Law school

Lo ammetto: è stato un colpo di fulmine!

L’ho scoperto stamani sui giornali, e non riesco a smettere.

Peccato aver da lavorare.

Grandissimo  Michael J. Sandel

22 maggio
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Definitivo!

ukip-movimento-cinque-stelle-perdere-fondi-europei-orig_mainE con questa analisi spietata di Christian Rocca (qui trovate tutto l’articolo), direi che con il M5S possiamo chiudere.

“I 5 stelle sono un progetto politico eversivo, e come tale andrebbe affrontato, perché è nato con l’idea di smantellare la democrazia rappresentativa e di sostituirla con una grottesca democrazia diretta, anzi eterodiretta da una srl milanese. Sono un movimento antidemocratico e anticostituzionale, anche se Grillo e i suoi, al contrario di Gianroberto Casaleggio, potrebbero non esserne consapevoli, perché sono quel genere di ignoranti così ignoranti da ignorare soprattutto le cose che ignorano”

Vostro

A.

22 marzo
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Kubica: campione di vita

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Robert Kubica
Foto: Stefan Brending, Lizenz: Creative Commons by-sa-3.0 de

Il Corriere ci racconta la storia incredibile di un grande campione, Robert Kubica e di come sia stato costretto a “riprogrammarsi” dopo l’incidente.

Una grande lezione di vita sulla potenza dei nostri pensieri, che noi, fortunati, possiamo apprendere senza nemmeno dover sopportare tutto quel dolore.

Sempre vostro.

A.

23 gennaio
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Note fuori dal coro a margine della protesta anti-Trump

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Va detto che siamo un popolo democratico in maniera singolare.

In genere, pur dando per presupposte, in teoria, le regole democratiche, nella pratica ci riserviamo il diritto di criticarne l’esito, non appena il risultato non ci aggrada.

In questo, l’esempio di Trump è sintomatico.

Anch’io sono fra quelli che lo ritiene un Presidente poco adatto, non diversamente da quelli prodotti dalla famiglia Bush, per rimanere su quelli più recenti.

Fossi stato cittadino USA è chiaro che non lo avrei votato.

Trovo, però, singolare la protesta di chi non l’ha votato, ammesso che non riesca a dimostrare l’esistenza dei sempre vagheggiati “brogli”.

Non comprendo, infatti, chi conteggia i voti per dire che, tutti sommati, quelli di Hillary sono stati molto di più. Così ha sempre funzionato nel sistema elettorale americano, in cui i voti dei singoli collegi contrari al candidato risultato vincitore, nella sostanza, ai fini dell’elezione del Presidente, risultano del tutto inutili: chi vince il collegio, vince tutto.

Non si ritiene giusta questa regola? La si cambi. Ma con queste regole, mi pare privo di senso “combattere” il risultato. Più precisamente, mi pare un ragionamento anti-democratico e rischioso far saltare il tavolo perché si è perso. Delegittimare il vincitore,  giustifica il disprezzo delle regole. Particolarmente pericoloso di questi tempi.

La risposta di Trump alla marcia delle donne, giudicata “arrogante” dai media, letta secondo questo ragionamento, non fa una grinza: “perché queste persone non hanno votato?”

Riportando il tema in Italia, mi pare di rivivere il periodo di Berlusconi, in cui gli avversari, anziché concentrarsi su un progetto comune con cui batterlo in termini politici, si agitavano nella ricerca di scorciatoie, prima fra tutte – per i danni che ha causato – quella giudiziaria, attuata affinando e consolidando il filone avviato ai tempi di mani pulite.

Questo atteggiamento, consentitemi, anti-democratico, è in questi giorni rispolverato nei confronti di Lega e, soprattutto, M5S, contro i quali il centro-sinistra, anziché schierarsi con un credibile programma comune, preferisce spaccarsi in cento rivoli, accomunandosi solo nella ricerca di colpire il nemico comune attraverso scorciatoie.

Vedo, in particolare, una controindicazione evidente in questo atteggiamento: l’incapacità di fare autocritica, chiudendosi nella propria elitaria e autoreferenziale bolla di vetro, come piccoli pesci rossi, incapaci oramai di entrare in contatto con le acque aperte, rappresentate, fuor di metafora, dalle esigenze dei cittadini che dovrebbero eleggerli e di cui oramai non conoscono più niente e che, per questo, stanno smettendo di votarli e di dargli mandato a governare.

Sempre vostro.

A.

19 gennaio
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Trattiamo meglio gli animali dell’uomo

Che paese siamo diventato? Un paese che tratta meglio gli animali dell’uomo.

A oltre dieci anni dal caso Welby, ancora non abbiamo una legge che consenta a un poveraccio di porre fine a un’esistenza divenuta penosa a lui e agli altri.

Stanno meglio gli animali, che non hanno il Papa e che possiamo portare dal veterinario a sopprimere, alleviando così il loro dolore.

15 gennaio
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Le regole di Ron Padgett per essere perfetti

IMG_0454Oggi su Robinson di Repubblica sister Elena mi ha fatto conoscere – lo so, sono di un’ignoranza abissale – Ron Padgett e le sue poesie sulle piccole cose, intervistandolo per la sua collaborazione a Paterson di Jim Jarmush.

Vi ripropongo, dall’articolo di Robinson, le sue regole per essere perfetti, perché mi pare dimostrino come a volte la complicazione con cui vediamo (e a cui riduciamo) la vita sia frutto della nostra innata capacità di incasinare le cose semplici, quando invece basterebbe attenersi a semplici regole di comportamento, sul presupposto che sono le azioni (e non le elucubrazioni) a fare la differenza.

Buona vita.

Sempre vostro.

A.

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26 dicembre
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Buon Natale! #thinkdifferent

Per Natale vi regalo questo bellissimo spot.

Auguri!

A.

 

14 novembre
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Gli inglesi sono arrabbiati, gli americani sono arrabbiati, anche gli italiani sono arrabbiati: brutto momento per fare un referendum

imagesLa lunga via crucis che ci sta portando verso il referendum costituzionale sta giungendo a compimento e ho il terrore che si concluda sul Golgota.

Le recenti votazioni popolari, in particolar modo il referendum per Brexit e le presidenziali USA, ci stanno facendo vedere una larga fetta della popolazione incazzata, che, non sapendo chi accusare per lo stato in cui si trova, colpisce a casaccio, in base agli umori di pancia (Grillo ha addirittura legittimato questo tipo di votazione per il referendum costituzionale), puntando al politico di turno al potere.

Nessuno vuol ragionare. Come ha ben chiarito Moore per Trump, si tratta del vaffa più grande della storia.

A questo vaffa, in Italia, si aggiungono anche:

- i teorici dello spaccamento del cappello in 4, tipici della nostra sinistra, “benaltristi” per professione, che però portano allo stesso risultato disfattista;

- la pletora di rancorosi politici della vecchia guardia – sia anagrafica, che mentale – che pensano di sfruttare l’occasione per tornare alla prima repubblica;

- tutta una serie più disparata di politici e intellettuali “sciolti” che non hanno niente in comune se non l’odio per Renzi, che strumentalizzano argomenti tecnici fingendo di avere un’opposizione al merito della riforma (si pensi che CasaPound, e dico CASA POUND, teme la deriva autoritaria della riforma e si erge, assieme all’ANPI, a tutela della costituzione, così come la teme lo stesso Berlusconi, che, però, nel 2006 aveva previsto, nella SUA riforma costituzionale – bocciata dagli elettori – che il premier potesse sciogliere le Camere :-D ).

Sarò anziano (si nasce incendiari e si muore pompieri), ma” rovesciare il tavolo” non mi pare un grande obiettivo, specie in questo momento delicato.

Per questo ho paura per il 4 dicembre, perché nessuno si sta chiedendo chi raccatterà i cocci.

Sempre per la stessa ragione non finirò mai di maledire l’errore politico di un uomo che, non essendocene bisogno, è andato a cacciarsi in questo cul-de-sac: oramai nessuno lo ricorda più, ma se siamo a votare il referendum è per la raccolta di firme del comitato del sì, perché quelli del no hanno invece fallito l’obiettivo. Si è così stravolto l’istituto del referendum costituzionale che sarebbe “oppositivo”, nel senso che è posto a tutela della minoranze, per rovesciare l’esito della votazione in parlamento, ed invece è stato voluto in questa occasione a scopo “confermativo”, a “glorificazione” del voto già espresso dalla maggioranza.

Ce n’era bisogno? Nell’epoca del qualunquismo imperante e della rabbia di pancia, credo proprio di no. Chiedete a Cameron ;-)

Fingers crossed

 

 

 

18 ottobre
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16 ottobre
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The marriage bed

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Edwina Sandys, the marriage bed, 2003, Brooklyn museum.

 

 

19 settembre
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Ancora un po’ di coraggio

Scusatemi se insisto, ma credo che questa roba qui dovremmo ascoltarla almeno una volta a settimana.

 

12 settembre
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Lo Stato siamo noi

imageUn recente fatto di cronaca svela quale sia il vero male italiano: giudichiamo come inflessibili censori il comportamento altrui, salvo comportarsi allo stesso modo appena ne abbiamo l’opportunità.

Emblematico era già stato il caso dei furbetti del cartellino genovesi che,  affetti da schizzofrenia, truffavano il Comune con finte presenze, salvo inveire sui social contro i politici fancazzisti e con post “anticasta“.

Oggi leggo che l’80% degli autisti ATAC che si erano dati malati per non guidare (e non guidavano), a una visita di controllo sono risultati idonei. D’altro canto, gli autisti ATAC erano già stati tristemente famosi per aver fatto sciopero durante la partita dell’Italia

Ma gli esempi son innumerevoli e sotto gli occhi di tutti e sono certo che ciascuno di voi ne avrà incontrato uno nella vita. Sono tutti riconducibili sotto lo stesso assunto di fondo: lo Stato non siamo noi. Lo Stato è un nemico che, come tale, va fottuto.

Nei paesi che funzionano il principio è l’opposto.

Finché non si cambierà questa mentalità (nei comportamenti, e non a parole o, peggio, con ipocriti post sui social) , non ci sarà riforma capace di salvare il paese.

Vi dirò di più: se cambiasse questa mentalità, le riforme verrebbero da sole.

01 settembre
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Anno migliore 3 (una breve digressione): come fanno gli altri?

imageNella mia consueta spippolata mattutina su Internet in orari pre-gallici (nel senso di prima del canto del gallo) mi sono imbattuto in questo articolo di un autore americano di PNL (pubblicato sul world economic forum) che rappresenta un completo compendio di “pensiero positivo”, derivato dall’osservazione delle costanti comportamentali delle persone di successo [Per chi volesse sapere meglio cosa intendo per pensiero positivo secondo la PNL (in inglese NLP) è sufficiente che segua il tag in fondo al post e troverà tutti i precedenti post sull'argomento].

Quanto si legge nell’articolo è legato al tema “anno migliore” perché raccontandoci quali sono i comportamenti comuni delle persone di successo, nella sostanza, ci mostra quali siano gli atteggiamenti da adottare e la modalità in cui porsi rispetto al mondo per ottenere il massimo dalle proprie capacità.

Se vogliamo far sì che questo anno che viene sia il nostro anno migliore, dobbiamo quindi riflettere su questi atteggiamenti e, soprattutto, fare propri i comportamenti in esso indicati, in modo da garantirci il miglior risultato possibile. D’altro canto, in omaggio a uno dei principi fondativi della PNL, mi sembra abbastanza chiaro che, se quest’anno vogliamo ottenere risultati migliori e quindi diversi, non abbiamo altra strada che adottare comportamenti diversi da quelli tenuti fino ad oggi, seconudo la regola riassumibile in questa semplice formula:

comportamenti uguali=risultati uguali; comportamenti diversi=risultati diversi.

Tutto questo per convincervi a spendere 15 minuti del vostro prezioso tempo a leggerle l’articolo. Poi, giuro, ricominciamo da dove eravamo rimasti.