Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

21 dicembre
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Un bilancio e un augurio

Più passano le ore e più che mi convinco che i Maya non sono stati compresi: la fine si sta veramente avvicinando, ma non come ce l’aspettavamo.

Per come si stanno evolvendo le cose è oramai chiaro che la sciagura non è rappresentata dal morire, ma dal rimanere in vita ed essere costretti a sopportare ‘sto schifo.

Ma non voglio indugiare in facili lamentazioni, scaricando su altri la responsabilità.

Volendo fare un bilancio, infatti, mi ritengo moderatamente soddisfatto di come mi sono comportato. Potevo far meglio? certamente. Ma potevo anche fare molto peggio.

Posso essere fiero di avere due bambini stupendi che stanno venendo su belli, sani e intelligenti. Tutto questo, sia chiaro, è in gran parte merito di mia moglie, che una buona stella mi ha fatto incontrare, e che ho saputo vedere e desiderare in un momento, al tempo, di rara lucidità: con salti mortali e tripli avvitamenti, riesce sempre a tenerli sempre sott’occhio, con un controllo vigile ma mai soffocante, e a trasmettergli un sano approccio alla vita.

Sul lavoro non è stato semplice, ma credo di aver saputo reagire, approfittando del momento per mettere a segno qualche cambiamento di marcia e nuovi obiettivi.

Il piano “B” non è ancora emerso, ma confido, continuando a pensarci, di trovarlo presto.

L’augurio per il prossimo anno – ‘ntu cuolo ai Maya, appunto – che faccio a me, ma che rivolgo anche a voi tutti, è quello di mantenere vigile l’attenzione e l’energia, consapevole che in un momento di così rapidi cambiamenti, l’unico modo per cavarsela è essere disposti ad accettarli, agili come gatti, presenti a se stessi e agli eventi, perché, non dobbiamo mai scordarcelo, è lo stare fermi a essere innaturale.

 
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