Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

27 agosto
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La salute vien mangiando

Di seguito riporto il testo di una mail che ho appena inviato a Piero Ostellino in relazione a un suo articolo sul Corriere di oggi, con cui criticava la preannunciata imposizione di una tassa sulle bevande dolcificate, perché mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito.

“Egregio dottore, ho appena letto il Suo articolo sulla tassa per le bevande dolcificate e mi permetto di dissentire dalla opinione in esso espressa.

Adottare volontariamente comportamenti insani sotto l’aspetto alimentare non può essere ritenuto un comportamento attinente alla sola sfera privata dell’individuo, su cui, quindi, lo Stato italiano non dovrebbe mettere bocca. In Italia, infatti, esiste un servizio sanitario che irroga in maniera pressoché gratuita prestazioni di assistenza, finanziando questa attività con fondi nazionali, derivanti da tasse generalmente imposte a tutti i cittadini.
Ben comprendo – e sono favorevole – lo spirito solidaristico sottostante, quando questo sia volto a  garantire assistenza rispetto a malattie non generate da comportamenti volontari, ma mi spiega per quale motivo non possa essere previsto un contributo specifico a carico di qui soggetti che abbiano adottato comportamenti che, notoriamente, presentano rischi rispetto a determinate patologie?
Penso a chi fuma le sigarette, a chi vive in stato di obesità non derivante da particolari patologie, a chi fa abuso di alcool e sostanze stupefacenti, oppure – perché no – a chi beve troppe bevande zuccherate.
Sia ben chiaro: non è mia intenzione condannare moralmente simili abitudini o pensare che lo Stato debba impedirle (io sono favorevole anche alla liberalizzazione delle droghe leggere).
Credo però che chi adotti volontariamente comportamenti di cui è nota la pericolosità per la salute debba accollarsi anche, in parte, gli oneri economici derivanti per la collettività.
Con stima”

 
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