Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

07 agosto
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Essere o non essere: questo è il problema

Il tema della “scelta” è sempre stato una costante nella mia vita, nel senso che sono sempre stato ossessionato dalla paura di non aver fatto le scelte giuste.

Così, quando sento parlare di questo tema “drizzo le antenne”.

In un certo qual modo il tema della scelta è connesso a quello del cambiamento.

Su quello avevo già scritto sul vecchio blog ma, bontà di splinder, oggi non è più recuperabile.

La sintesi del ragionamento era comunque rappresentata da questa chiusura di una puntata di Grey’s Anatomy (per i fanatici, settima stagione, prima puntata)

Iniziata la vacanza, ho finito di leggere un libro che vi consiglio, specie se avete figli, “I soldi in testa”, di Paolo Legrenzi. Un libretto facile da leggere che ci spiega come l’uomo si rapporti al denaro e gli errori più frequenti che commettiamo (ancora una volta, sappiatelo, non siamo diversi dalle scimmie).

Ho scoperto così, che per fare la scelta giusta in economia occorre tener conto del “costo-opportunità di un’azione”, cioè del “costo della migliore alternativa possibile, quella che evitiamo proprio perché abbiamo invece preferito fare quella specifica azione.

In altre parole, ogni volta che mi trovo di fronte alla scelta “faccio l’azione X oppure no?”, dovrei analizzare i costi e i benefici non solo di X ma di tutte le altre azioni possibili in quelle date circostanze, di tutti gli altri modi per raggiungere l’obiettivo”

A questo, va aggiunto il principio dei “costi sommersi”

“Dal punto di vista di un uomo d’affari, il principio dei costi sommersi potrebbe venire riassunto nella capacità di abbandonare un’impresa, un programma che ha chiesto risorse – cioè tempo, soldi e affanni – nel momento in cui sono disponibili imprese più promettenti. Le risorse già impiegate non contano, qualora ci sia un altro programma d’investimento più profittevole a parità di futuri investimenti. È meglio dirottare lì le risorse, perché le risorse investite nel programma meno conveniente sono ormai irrecuperabili (sommerse, per l’appunto)”

“il “principio del costo opportunità” – prosegue Legrenzi – “prescrive di esaminare anche alternative che normalmente ci capita di trascurare, mentre il principio dei costi sommersi ci insegna a trascurare dei costi che erroneamente prendiamo in considerazione e influenzano il nostro modo di agire”.

Queste regole economiche, secondo Ligrenzi sono utilizzabili per compiere qualsiasi scelta, però con una avvertenza:

“In realtà non tutto è misurabile e confrontabile. Neppure tutto è monetizzabile. Ci sono degli oggetti che hanno valore proprio perché non hanno prezzo, un po’ come suggeriva Oscar Wilde, paradossalmente, quando diceva: «un uomo che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna». Oscar Wilde allude alla possibilità che “conoscere i prezzi” rovini in certo qual modo il valore delle cose che ci circondano, alle quali teniamo di più, alle quali siamo affezionati.”

“Ci sono scelte veramente importanti”, spiega, poi, l’autore, per le quali questi criteri non valgono più: “si tratta di quell’insieme di scelresta te che vi portano a vivere come persona adulta, a fare un lavoro, ad allevare dei figli, insomma tutte le cose più rilevanti e impegnative della vita. Impegnative, appunto, perché questo genere di scelte non è revocabile, se non a prezzo di grandi sofferenze (e non di semplici “costi”). E, contrariamente ai princìpi economici di base, in tutti gli snodi essenziali di questo percorso fatto di scelte non sempre consapevoli, le scelte appunto della vita, è consigliabile “focalizzarsi” sulla scelta, trascurare le alternative. Anzi talvolta, fatta la scelta, è bene dimenticarsi le altre possibilità, se queste avevano sfiorato la nostra mente o se avevano fatto parte della nostra vita precedente la scelta. Dimenticare è più importante, in questi casi, che ricordare. Se si tratta di scelte importanti, meglio d’impegni vitali, è bene violare anche l’altro principio cardine della razionalità economica, quello dei costi sommersi. È consigliabile proseguire un lavoro, continuare a stare con il partner con cui avete condiviso una parte importante della vita, proprio perché avete “sommerso” risorse di ogni tipo in quel lavoro, in quella vita di coppia, persino in quella famiglia che magari da due è passata a più di due, perché avete “prodotto” dei figli.”.

Così credo di aver capito che, per le scelte importanti, quelle che mi preoccupano di più, conti molto superare il pensiero di aver compiuto la scelta sbagliata. Perché ci depotenzia, lasciandoci una riserva mentale che non ci fa impegnare fino in fondo.

Quindi, non resta che ragionare bene prima di effettuare una scelta, tenendo conto dei “costi opportunità” e di quelli “sommersi”, ma poi, una volta deciso, pigiare, pigiare, senza rimpianti.

 
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