Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

26 novembre
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Lo stato della giustizia: basterebbe poco (i dati di fatto)

A mio giudizio, il problema principale, quello che tocca da vicino la maggior parte dei cittadini e degli operatori è rappresentato dalla lentezza dei processi civili.

La ragione è evidente. Se i processi sono lunghi, l’accesso alla giustizia tende a funzionare all’incontrario: ti rivolgi al giudice solo se hai torto, per guadagnare tempo. Se hai ragione, sei costretto a trovare un accordo, secondo il noto principio, parlando di soldi, dei “pochi maledetti e subito”.

Quando si parla di crisi, penso sempre che la vera cassaforte d’Italia (e ciò che frena di più lo sviluppo) è il processo civile.

Guardate questi dati impressionanti (li ha citati il Presidente della Corte di Cassazione l’anno scorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario): nonostante la crisi economica globale dell’ultimo anno “tutte le nazioni europee hanno registrato lievi progressi mentre in Italia occorrono ancora 1.210 giorni per recuperare un credito”.  In Francia di giorni ne bastano 331, in Germania 394, nel Regno Unito 399, in Belgio 505, in Spagna 515 (media Ocse: 462 giorni).

Siamo al 156° posto, quando tutti gli altri paesi europei sono entro il 50°. Siamo secondi anche al Gabon e all’Angola.

Quando sento queste cose, mi torna in mente la famosa “pizza di fango del Camerum” della Cinzia Leone

E’ evidente che in questa situazione è difficile fare impresa per gli italiani, ma, soprattutto, è ancora più difficile che investitori esteri vengano a spendere soldi da noi, sapendo che, per riaverli indietro, devono aspettare 4 anni: 4 anni, con l’attuale velocità delle transazioni commerciali, è un tempo biblico (segue)

 
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