Partecipazione

Blog di Antonio Stancanelli

19 luglio
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Oggi mi è presa così

Quando fai della tua ugola il miglior strumento musicale

21 giugno
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Buona estate!

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19 giugno
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La nostra sinistra. (Sottotitolo: non si inventa nulla)

I grandi Monty Python, di un’attualità agghiacciante

14 giugno
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13 giugno
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Oggi è il mio onomastico: #votantonio

05 giugno
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Michael J. Sandel

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Michael J. Sandel – Harvard Law school

Lo ammetto: è stato un colpo di fulmine!

L’ho scoperto stamani sui giornali, e non riesco a smettere.

Peccato aver da lavorare.

Grandissimo  Michael J. Sandel

28 maggio
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Ramadan kareem. Un bellissimo messaggio di pace

La compagnia telefonica del Kuwait, Zain, durante il Ramadan, si è inventata questo bellissimo spot per la pace.

Ramadam kareem!

28 maggio
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Giustizia amministrativa, norme e amministratori. Il mio modesto pensiero

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Leggo tanti commenti idioti, anche sui giornali: la soluzione non è la riforma della giustizia amministrativa, ma sfoltire la giungla normativa e, soprattutto, introdurre un valido sistema di formazione e selezione degli amministratori pubblici.

Non vi basta essere divenuti un paese succube delle Procure, ora volete anche la dittatura dei burocrati della pubblica amministrazione?

22 maggio
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nazi vegani (cit.)

22 maggio
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Definitivo!

ukip-movimento-cinque-stelle-perdere-fondi-europei-orig_mainE con questa analisi spietata di Christian Rocca (qui trovate tutto l’articolo), direi che con il M5S possiamo chiudere.

“I 5 stelle sono un progetto politico eversivo, e come tale andrebbe affrontato, perché è nato con l’idea di smantellare la democrazia rappresentativa e di sostituirla con una grottesca democrazia diretta, anzi eterodiretta da una srl milanese. Sono un movimento antidemocratico e anticostituzionale, anche se Grillo e i suoi, al contrario di Gianroberto Casaleggio, potrebbero non esserne consapevoli, perché sono quel genere di ignoranti così ignoranti da ignorare soprattutto le cose che ignorano”

Vostro

A.

22 marzo
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Kubica: campione di vita

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Robert Kubica
Foto: Stefan Brending, Lizenz: Creative Commons by-sa-3.0 de

Il Corriere ci racconta la storia incredibile di un grande campione, Robert Kubica e di come sia stato costretto a “riprogrammarsi” dopo l’incidente.

Una grande lezione di vita sulla potenza dei nostri pensieri, che noi, fortunati, possiamo apprendere senza nemmeno dover sopportare tutto quel dolore.

Sempre vostro.

A.

25 gennaio
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23 gennaio
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Note fuori dal coro a margine della protesta anti-Trump

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Trump, la sua immagine del profilo Twitter

Va detto che siamo un popolo democratico in maniera singolare.

In genere, pur dando per presupposte, in teoria, le regole democratiche, nella pratica ci riserviamo il diritto di criticarne l’esito, non appena il risultato non ci aggrada.

In questo, l’esempio di Trump è sintomatico.

Anch’io sono fra quelli che lo ritiene un Presidente poco adatto, non diversamente da quelli prodotti dalla famiglia Bush, per rimanere su quelli più recenti.

Fossi stato cittadino USA è chiaro che non lo avrei votato.

Trovo, però, singolare la protesta di chi non l’ha votato, ammesso che non riesca a dimostrare l’esistenza dei sempre vagheggiati “brogli”.

Non comprendo, infatti, chi conteggia i voti per dire che, tutti sommati, quelli di Hillary sono stati molto di più. Così ha sempre funzionato nel sistema elettorale americano, in cui i voti dei singoli collegi contrari al candidato risultato vincitore, nella sostanza, ai fini dell’elezione del Presidente, risultano del tutto inutili: chi vince il collegio, vince tutto.

Non si ritiene giusta questa regola? La si cambi. Ma con queste regole, mi pare privo di senso “combattere” il risultato. Più precisamente, mi pare un ragionamento anti-democratico e rischioso far saltare il tavolo perché si è perso. Delegittimare il vincitore,  giustifica il disprezzo delle regole. Particolarmente pericoloso di questi tempi.

La risposta di Trump alla marcia delle donne, giudicata “arrogante” dai media, letta secondo questo ragionamento, non fa una grinza: “perché queste persone non hanno votato?”

Riportando il tema in Italia, mi pare di rivivere il periodo di Berlusconi, in cui gli avversari, anziché concentrarsi su un progetto comune con cui batterlo in termini politici, si agitavano nella ricerca di scorciatoie, prima fra tutte – per i danni che ha causato – quella giudiziaria, attuata affinando e consolidando il filone avviato ai tempi di mani pulite.

Questo atteggiamento, consentitemi, anti-democratico, è in questi giorni rispolverato nei confronti di Lega e, soprattutto, M5S, contro i quali il centro-sinistra, anziché schierarsi con un credibile programma comune, preferisce spaccarsi in cento rivoli, accomunandosi solo nella ricerca di colpire il nemico comune attraverso scorciatoie.

Vedo, in particolare, una controindicazione evidente in questo atteggiamento: l’incapacità di fare autocritica, chiudendosi nella propria elitaria e autoreferenziale bolla di vetro, come piccoli pesci rossi, incapaci oramai di entrare in contatto con le acque aperte, rappresentate, fuor di metafora, dalle esigenze dei cittadini che dovrebbero eleggerli e di cui oramai non conoscono più niente e che, per questo, stanno smettendo di votarli e di dargli mandato a governare.

Sempre vostro.

A.

19 gennaio
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Trattiamo meglio gli animali dell’uomo

Che paese siamo diventato? Un paese che tratta meglio gli animali dell’uomo.

A oltre dieci anni dal caso Welby, ancora non abbiamo una legge che consenta a un poveraccio di porre fine a un’esistenza divenuta penosa a lui e agli altri.

Stanno meglio gli animali, che non hanno il Papa e che possiamo portare dal veterinario a sopprimere, alleviando così il loro dolore.

15 gennaio
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Le regole di Ron Padgett per essere perfetti

IMG_0454Oggi su Robinson di Repubblica sister Elena mi ha fatto conoscere – lo so, sono di un’ignoranza abissale – Ron Padgett e le sue poesie sulle piccole cose, intervistandolo per la sua collaborazione a Paterson di Jim Jarmush.

Vi ripropongo, dall’articolo di Robinson, le sue regole per essere perfetti, perché mi pare dimostrino come a volte la complicazione con cui vediamo (e a cui riduciamo) la vita sia frutto della nostra innata capacità di incasinare le cose semplici, quando invece basterebbe attenersi a semplici regole di comportamento, sul presupposto che sono le azioni (e non le elucubrazioni) a fare la differenza.

Buona vita.

Sempre vostro.

A.

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12 gennaio
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Si torna alla #scuoladimerda: nessuno li può giudicare!

sceriffoChi mi conosce o mi segue sa che sono in fissa con il sistema scolastico.

In questo blog trovate tanti post.

Quello che meno tollero è il fatto che la scuola non sia pensata in funzione degli studenti. Oramai la scuola è uno dei pochi servizi rimasti in Italia del tutto impermeabile al feedback dei consumatori.

Detto in italiano: lo studente non conta una beata minchia! Lo studente, tanto, è quello che punta al ribasso, perché non ha voglia di studiare.

La scuola è tutta incentrata in funzione degli insegnanti, oramai supersindacalizzati e garantiti, in base al motto “ti pago poco, perché non ti chiedo niente”.

Un preside con qualche potere dirigenziale, diventa subito “preside-sceriffo”, come se si potesse gestire qualsiasi struttura senza aver qualche potere, solo con la personal suasion, avendo tutto il sistema che ti rema contro.

Non fraintendetemi: ci sono sicuramente tanti professori bravissimi e volenterosi (ne conosco molti anch’io), che si fanno un mazzo quadro, anche per sopperire alla carenza di mezzi e all’inoperosità altrui. Ma non grazie al sistema. Solo per amor proprio e autonoma passione. Per il sistema sono tutti uguali, anche se diversi: stesso stipendio, stessa carriera, stessi diritti.

Perché vi scrivo questo? Solo per metabolizzare quanto scritto in questo articolo, che vi prego di leggere da seduti, specie se siete liberi battitori.

Sempre Vostro.

A.

26 dicembre
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Buon Natale! #thinkdifferent

Per Natale vi regalo questo bellissimo spot.

Auguri!

A.

 

06 dicembre
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Questo è il M5S!

webeteL’ho pensato, l’ho temuto, ma non l’ho detto, per timore del potere evocativo delle parole.

Nonostante questo è successo: l’hanno detto!

Renzi aveva creato un team di persone con il compito di rimettere mani alla P.A. digitale (che, da quello che vedo, è un gran marasma).

Inizialmente, da quello che ho capito, girava tutto attorno a Paolo Barberis, (fondatore, assieme ad altri amici, dei DADA e, più di recente, di un incubatore di start-up), che GRATUITAMENTE si era messo al servizio del paese, per farlo ripartire.

Recentemente, il Team era divenuto un vero e proprio A-TEAM, perché avevano convinto a farne parte, ALTRETTANTO GRATUITAMENTE, tale Piacentini – che nella sua vita ha lavorato negli USA, per 13 anni alla Apple, e per 16 anni in Amazon, fino a diventarne Vice Presidente – per  ”regalare due anni all’Italia” .

Bene. Chiuso il capitolo referendum, quei webeti dei grillini presenti nella Commissione Trasporti – che tanto si sciacquano la bocca con internet & co. – vorrebbero mandare tutto a monte, perché loro saprebbero fare di meglio.

Giuro, non è una barzelletta, e, purtroppo, non c’è niente da ridere: qui trovate la notizia.

Mala tempora currunt!

05 dicembre
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Contenti voi… (2)

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05 dicembre
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Contenti voi…

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